Nel corso della Settimana della Custodia, iniziata a inizio settembre, il Comune di Perugia ha avviato una serie di interventi di manutenzione e riqualificazione di spazi pubblici. Tra le numerose attività, una particolare attenzione è stata riservata ai giardini Carducci, dove è stata scoperta la panchina rossa dedicata alle donne vittime di violenza. Il provvisorio strato di vernice marrone, applicato in luogo della vernice originale, ha immediatamente scatenato una controversia locale.
La panchina rossa: storia e simbolismo
Realizzata nel 2021, la seduta è nata dalla collaborazione tra l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e la Rete delle Donne Anti Violenza. Il progetto aveva l’obiettivo di rendere visibile una forma di violenza spesso occultata: quella subita da donne con disabilità visiva. Il pannello includeva il colore rosso, la frase “Anche le violenze che non si vedono esistono”, il numero nazionale antiviolenza 1522 e, soprattutto, una targa in Braille per garantire l’accessibilità a tutti i cittadini.
Dettagli della segnalazione
Il 20 settembre 2026, Elena Fruganti, consigliera comunale di Fratelli d’Italia ha denunciato che la panchina era stata ricoperta di vernice marrone cancellando sia il colore originario sia la targa in Braille. Fruganti ha espresso il suo stupore per la “disattenzione” o eventuale negligenza, sottolineando che l’opera non era una semplice seduta ma un simbolo di inclusione e di lotta contro una forma di violenza invisibile.
Reazione dell’amministrazione comunale
Il Comune di Perugia ha definito l’accaduto un “errore”. In una nota ufficiale è stato annunciato che, entro lunedì 21 settembre, la panchina sarebbe stata ripristinata e nuovamente dipinta di rosso. Il comunicato ha definito l’intervento come «l’ultima appendice» della Settimana della Custodia, promettendo il ritorno del messaggio originale. Tuttavia, la questione ha sollevato interrogativi più ampi sul coordinamento interno tra i vari dipartimenti responsabili della manutenzione urbana.
Implicazioni per la partecipazione civica
La vicenda ha riacceso il dibattito sulla necessità di includere prospettive di genere e di disabilità nelle decisioni di riqualificazione urbana. Attivisti locali hanno chiesto che, prima di qualsiasi intervento, vengano consultati i gruppi che hanno originariamente commissionato le opere simboliche. Il caso della panchina rossa dimostra come una semplice azione di verniciatura possa cancellare messaggi fondamentali e rafforzare la percezione di invisibilità delle vittime.
Prossime azioni e richieste della consigliera Fruganti
Elena Fruganti ha sollecitato il Comune a chiarire chi abbia autorizzato la verniciatura di colore marrone e a garantire il restauro immediato della panchina, includendo la reinstallazione della targa in Braille e della scritta originaria. La consigliera ha inoltre richiesto una revisione delle procedure operative per evitare ripetizioni di simili errori, invitando a una maggiore trasparenza nella gestione degli spazi pubblici dedicati a tematiche sensibili.
L’intera faccenda si inserisce in un più ampio contesto di iniziative di tutela dei diritti delle donne e delle persone con disabilità, promosso sia a livello locale sia nazionale. Il numero verde 1522 continua a rappresentare un punto di riferimento per chi subisce violenza, e la panchina rossa resta un simbolo potente, la cui integrità deve essere preservata per dare visibilità a chi spesso resta nell’ombra.



