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Morte di Ratko Mladić: il destino del ‘macellaio della Bosnia’

Ratko Mladić, noto come il 'macellaio della Bosnia', è morto all'età di 85 anni. Scopri la storia del controverso generale serbo-bosniaco e il suo impatto sulla storia recente.

Morte di Ratko Mladić: il destino del ‘macellaio della Bosnia’

Il generale serbo-bosniaco Ratko Mladić condannato per genocidio e crimini di guerra, è morto all’età di 85 anni. Mladić, noto come il ‘macellaio della Bosnia’ e il ‘boia di Srebrenica’ è deceduto il 27 agosto 2026 presso l’ospedale del centro di detenzione di Scheveningen all’Aia, dove era sottoposto a cure palliative.

Mladić stava scontando una condanna all’ergastolo dopo essere stato incriminato nel 1995 dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia (ICTY). Tra i principali crimini per cui è stato condannato ci sono il genocidio di Srebrenica, l’assedio di Sarajevo e le persecuzioni e deportazioni di popolazioni bosniache durante il conflitto degli anni ’90.

La carriera militare e i crimini di guerra

Nato il 12 marzo 1942 a Božinovići, in Bosnia, Mladić ha intrapreso la carriera militare nell’Armata Popolare Jugoslava raggiungendo incarichi sempre più importanti. Con la dissoluzione della Jugoslavia, ha partecipato ai combattimenti in Croazia e, nel 1992, è diventato comandante dell’Esercito della Republika Srpska durante la guerra in Bosnia.

Durante la guerra in Bosnia, Mladić ha commesso numerosi crimini di guerra, tra cui il massacro di Srebrenica, riconosciuto come un atto di genocidio. Le sue truppe hanno anche commesso stupri etnici e istituito campi di concentramento. Nel 2017, Mladić è stato condannato all’ergastolo per 10 dei 11 capi d’accusa. La condanna è diventata definitiva nel 2026.

La latitanza e l’arresto

Dopo la fine della guerra, Mladić è rimasto nascosto per circa 16 anni, diventando uno dei latitanti più ricercati d’Europa. È stato arrestato il 26 maggio 2011 a Lazarevo, in Serbia, e pochi giorni dopo è stato trasferito all’Aia. La sua cattura è stata considerata una delle condizioni affinché la Serbia potesse candidarsi a diventare membro dell’UE.

Mladić è stato processato nel centro di detenzione che ospita gli accusati del Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia (ICTY). Il processo, iniziato il 12 maggio, si è concluso il 22 con la condanna all’ergastolo. La condanna è stata confermata anche in appello l’8, con un inasprimento ed estensione delle motivazioni sull’uso del genocidio.

La vita personale e la morte

Mladić era sposato con Bosa Mladić, dalla quale ha avuto due figli: Darko e Ana. Ana è stata trovata morta il 24 marzo 1994 a Belgrado, forse per suicidio. Alcuni dicono che si sia suicidata per ciò che il padre stava commettendo in Bosnia, altri perché il fidanzato era morto in guerra per indiretta responsabilità dello stesso Mladić.

La morte di Mladić segna la fine di un capitolo oscuro della storia recente. Il suo impatto sulla storia della Bosnia e della ex Jugoslavia rimarrà un ricordo indelebile per le generazioni future.

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