Il Lago Trasimeno, uno dei simboli naturali dell’Umbria, sta vivendo una delle sue crisi più gravi. Con un livello dell’acqua a -191 centimetri rispetto allo zero idrometrico e la prospettiva di raggiungere -200 entro la fine del mese, la situazione è critica. La navigazione è compromessa, il turismo soffre e le polemiche politiche si infiammano.
Al centro del dibattito ci sono i pannelli fotovoltaici flottanti una soluzione proposta per ridurre l’evaporazione e generare energia pulita. Ma l’idea non trova tutti d’accordo.
La proposta dei pannelli fotovoltaici e le critiche
L’assessore regionale Thomas De Luca ha difeso con fermezza la proposta di installare pannelli fotovoltaici galleggianti sul Trasimeno. Secondo De Luca, questa tecnologia, già diffusa a livello globale, potrebbe ridurre l’evaporazione e contribuire alla produzione di energia rinnovabile. “È imbarazzante lo scetticismo antiscientifico verso tecnologie solide e diffuse a livello globale”, ha dichiarato l’assessore, citando il rapporto della Banca Mondiale “Where Sun Meets Water” ().
De Luca ha anche sottolineato che l’attuale Giunta regionale ha avviato interventi concreti per affrontare la crisi, come il potenziamento del collegamento con l’invaso di Montedoglio e la creazione di una rete di invasi artificiali. Tuttavia, la proposta dei pannelli fotovoltaici ha suscitato forti critiche, soprattutto da parte del consigliere regionale Nilo Arcudi, che ha definito l’idea “follia”.
Le conseguenze economiche e turistiche
La crisi del Trasimeno non riguarda solo l’ambiente, ma anche l’economia locale. Il lago è un importante polo turistico, con strutture ricettive, campeggi, agriturismi e ristoranti che dipendono dalla sua salute. Secondo Arcudi, alcune strutture museali dell’area hanno registrato cali di presenze fino al 34% rispetto all’anno scorso, mentre altre zone dell’Umbria crescono.
La navigazione è un altro settore in difficoltà. Il traghetto da 200 posti tra San Feliciano e Isola Polvese è stato sostituito da una motobarca, e solo imbarcazioni a basso pescaggio possono navigare verso l’Isola Maggiore. Le darsene dell’Isola Maggiore sono quasi inagibili per le barche private, e il flusso di visitatori, che può sfiorare i mille al giorno, è in calo.
Le alternative proposte e le polemiche politiche
Mentre De Luca punta sul fotovoltaico galleggiante e su interventi infrastrutturali, Arcudi insiste sulla necessità di completare gli interventi sul sistema Montedoglio-Paganico e di pubblicare un cronoprogramma certo. “Prima di pensare a coprire il Trasimeno, bisogna pensare a riempirlo”, ha dichiarato Arcudi, sottolineando che il lago ha bisogno di acqua, opere e tempi certi.
Le polemiche politiche non si fermano qui. L’ex presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha espresso perplessità sulla proposta dei pannelli fotovoltaici, invitando tutti a prendersi uno spritz. Una battuta che ha suscitato la reazione dell’assessore De Luca, il quale ha risposto che il suo compito è fare ciò che la Marini non ha fatto nei nove anni di governo.
La situazione del Trasimeno è complessa e richiede soluzioni urgenti. Tra scienza e tradizione, politica e economia, il futuro del lago dipenderà dalle scelte che verranno fatte nei prossimi mesi. Una cosa è certa: il Trasimeno non può aspettare.



