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Giunta regionale vara misure per nidi e tempo scuola: preoccupazioni a Foligno e Terni

La Giunta regionale ha preadottato un regolamento per il sistema integrato dalla nascita ai sei anni e ha approvato i criteri per il progetto Tempo integrato scuola finanziato con oltre 4,2 milioni di euro. In contemporanea restano aperte criticità locali a Foligno e Terni e il Patto Avanti difende il diritto all'educazione come caposaldo.

Giunta regionale vara misure per nidi e tempo scuola: preoccupazioni a Foligno e Terni

Perugia, 18 giugno 2026 — La maggioranza del Patto Avanti ha diffuso una nota in cui commenta gli atti approvati oggi dalla Giunta regionale che, secondo il partito, rappresentano un avanzamento significativo per il sistema educativo dell’Umbria e per il sostegno alle famiglie. Nel testo si ricorda la preadozione del regolamento attuativo della legge regionale 13 del 2026 sul sistema integrato dalla nascita ai sei anniun quadro normativo che punta a uniformare i criteri per i servizi educativi su tutto il territorio regionale e a qualificare il personale e l’offerta.

Contemporaneamente, la Giunta ha approvato i criteri per l’attuazione del progetto Tempo integrato scuolache dispone di finanziamenti del Programma regionale FSE+ 2026-2027 per gli anni scolastici 2026-2027 e 2027-2028, per un importo complessivo di oltre 4,2 milioni di euro. Nella nota si sottolinea come tali risorse siano destinate ad ampliare le attività educative oltre l’orario delle lezioni nelle scuole primarie, offrendo risposte concrete alle esigenze di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle famiglie.

Investimenti per i nidi comunali e dati finanziari

La Regione ricorda inoltre l’impegno già avviato con il Fondo Sociale Europeoche ha stanziato 6 milioni di euro per l’attivazione di oltre 500 nuovi posti nei nidi e micronidi comunali. Queste cifre vengono citate come parte di una strategia più ampia volta a sostenere la nascita e la continuità dei servizi per la prima infanzia, rafforzando la rete pubblica sul territorio. Nel comunicato si evidenzia che tali interventi sono particolarmente rilevanti alla luce di criticità segnalate in specifici comuni umbri.

Criticità segnalate a Foligno

A Foligno il tema è ora al centro di confronto tra istituzioni e famiglie: il Comitato dei genitori dei bambini degli asili nido comunali ha portato all’attenzione pubblica problemi organizzativi, carenze di personale e limitazioni dei servizi. Nella nota del Patto Avanti si specifica che questi punti “meritano ascolto e risposte” e che i rappresentanti del Comitato “presto saranno incontrati dall’assessore per verificare come intervenire“. La situazione folignate viene utilizzata come esempio delle difficoltà che rendono necessari interventi mirati sul territorio.

Scelte amministrative e dibattito a Terni

A Terni la discussione riguarda la decisione dell’amministrazione comunale di affidare a soggetti privati strutture che fino a poco tempo prima erano gestite direttamente dal Comune. Il passaggio solleva interrogativi sul futuro della gestione dei servizi educativi pubblici, sulle tutele per le famiglie e sui diritti dei lavoratori coinvolti. Nella nota si esprime particolare preoccupazione per iniziative che metterebbero in discussione il principio secondo cui “ogni bambina e ogni bambino devono poter accedere alle stesse opportunità educative, indipendentemente dalla provenienza o dalla nazionalità“.

Il comunicato del Patto Avanti ribadisce che l’educazione pubblica ha una funzione inclusiva: “L’educazione pubblica ha il compito di includere, non di dividere” e avverte che alimentare differenze, come sostiene il testo citando il caso del sindaco Bandecchisignificherebbe allontanarsi dai valori fondamentali della democrazia. La nota contiene una citazione esplicita: “Gli atti approvati oggi dalla Giunta regionale segnano un passaggio” che, secondo i firmatari, consolida l’impegno sul fronte educativo.

Riaffermando la priorità del diritto all’educazione, il Patto Avanti sottolinea che “Per un Patto avanti, il diritto all’educazione resta un caposaldo” e chiede che le sfide demografiche, sociali ed educative siano affrontate con investimenti, programmazione e politiche di inclusione, non con misure che rischiano di generare esclusione o discriminazioni. Il quadro delineato dalla nota unisce quindi elementi di programmazione regionale e preoccupazioni locali, richiedendo un monitoraggio attento delle ricadute pratiche degli atti approvati.

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