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Regione Umbria approva criteri per Tempo integrato scuola e regolamento per 0-6

La Giunta regionale ha adottato provvedimenti per il sistema educativo 0-6 anni e per il tempo integrato nelle primarie, con risorse del Programma regionale FSE+ 2026-2027; restano aperte criticità locali emerse a Foligno e Terni e forti prese di posizione sulla tutela dell'inclusione.

Regione Umbria approva criteri per Tempo integrato scuola e regolamento per 0-6

La Giunta regionale ha compiuto un passo significativo per il sistema educativo dell’Umbria approvando atti che riguardano sia il ciclo 0-6 anni sia l’estensione dell’offerta educativa nelle scuole primarie. Si tratta di misure che mirano a creare regole uniformi sul territorio, a rafforzare la qualità dei servizi e a sostenere le famiglie nella gestione dei tempi di vita e di lavoro.

Le novità includono la preadozione del regolamento attuativo della legge regionale 13 del 2026 sul sistema integrato dalla nascita ai sei anni e l’approvazione dei criteri per il progetto Tempo integrato scuolafinanziato dal Programma regionale FSE+ 2026-2027 per gli anni scolastici 2026-2027 e 2027-2028.

Regolamento 0-6 e finanziamenti per il tempo pieno

Con la preadozione del regolamento per il sistema integrato 0-6 la Regione intende stabilire regole omogenee per tutti i servizi educativi presenti sul territorio, migliorando la continuità tra nidi e scuole dell’infanzia e valorizzando il personale educativo. Parallelamente, sono stati definiti i criteri per il progetto Tempo integrato scuolaun intervento mirato a garantire alle primarie la possibilità di ampliare le attività oltre il normale orario delle lezioni: «consentirà alle scuole primarie di ampliare le attività educative», si sottolinea nel documento politico della coalizione.

Il progetto sarà finanziato con oltre 4,2 milioni di euro nel quadro del Programma regionale FSE+ 2026-2027risorse destinate agli anni scolastici 2026-2027 e 2027-2028. Questa azione si inserisce in un percorso più ampio già avviato dalla Regione, che ha stanziato 6 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo per attivare oltre 500 nuovi posti nei nidi e micronidi comunali.

Obiettivi concreti del regolamento

Il regolamento attuativo della legge 13 del 2026 punta a definire standard di qualità e procedure uniformi per i servizi educativi 0-6, con l’obiettivo di garantire una maggiore continuità educativa e professionale. Tra i punti chiave figurano la valorizzazione delle figure professionali e la definizione di criteri che favoriscano l’accesso omogeneo ai servizi su tutto il territorio regionale.

Segnalazioni locali: Foligno e Terni nel dibattito

Nonostante le misure regionali, emergono criticità in diversi territori umbri che richiedono attenzione. A Foligno il Comitato dei genitori dei bambini degli asili nido comunali ha messo in luce problemi organizzativi, carenze di personale e limitazioni dei servizi: «ha segnalato problemi organizzativi, carenze di personale e limitazioni dei servizi», si legge nella nota che ne riporta le istanze. L’assessore regionale ha previsto un incontro per ascoltare le famiglie e verificare possibili interventi correttivi.

A Terni si apre invece una discussione sulla gestione delle strutture educative: la decisione dell’amministrazione comunale di affidare a soggetti privati servizi precedentemente gestiti direttamente dal Comune ha innescato un confronto sul futuro dei servizi educativi pubblici e sulle garanzie da offrire a famiglie e lavoratori. Questo passaggio solleva questioni su come assicurare continuità e qualità nelle offerte educative comunali.

Inclusione e principio di parità di accesso

Nel dibattito pubblico non mancano prese di posizione forti sul principio di inclusione. La coalizione ha denunciato posizioni che, secondo la loro valutazione, mettono in discussione la possibilità per ogni bambino di accedere alle stesse opportunità educative, a prescindere dalla provenienza o dalla nazionalità, ribadendo che «L’educazione pubblica ha il compito di includere, non di dividere». Questa affermazione mette al centro del confronto il tema dell’uguaglianza di accesso ai servizi educativi e la tutela dei diritti delle famiglie umbre.

In relazione a specifiche dichiarazioni politiche locali, la coalizione ha citato il nome di Bandecchi per evidenziare come certe posizioni possano essere interpretate come lontane dai valori democratici fondamentali. In ogni caso, il messaggio del gruppo è chiaro: «il diritto all’educazione resta un caposaldo che deve accompagnare le famiglie umbre».

Nel complesso, le scelte adottate dalla Giunta regionale vengono presentate come interventi pensati per affrontare le sfide demografiche e sociali mediante investimenti, programmazione e inclusione. La coalizione ha sottolineato che queste sfide «si affrontano con investimenti, programmazione e inclusione, non con politiche che alimentano esclusione e discriminazioni» e che le misure approvate sono parte di un percorso strutturale rivolto al rafforzamento del sistema educativo regionale.

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