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Energia insostenibile per Arvedi Ast: il futuro dell’acciaieria di Terni a rischio

Arvedi Ast, principale realtà industriale dell'Umbria, lancia un allarme: i costi energetici stanno diventando insostenibili, mettendo a rischio la competitività e l'occupazione.

Energia insostenibile per Arvedi Ast: il futuro dell’acciaieria di Terni a rischio

L’Arvedi Ast uno dei pilastri industriali dell’Umbria si trova ad affrontare una crisi senza precedenti. I costi energetici, sempre più elevati, stanno mettendo a dura prova la competitività dell’acciaieria ternana, minacciando non solo il futuro dell’azienda ma anche l’occupazione di migliaia di lavoratori.

In un mercato europeo caratterizzato da forti distorsioni concorrenziali, l’azienda denuncia una sostanziale discriminazione nei confronti dei produttori italiani. La situazione è resa ancora più critica dal fatto che i produttori italiani sono costretti ad approvvigionarsi di energia in un mercato particolarmente penalizzante rispetto ai principali concorrenti europei.

Il piano di investimenti e il rilancio di Terni

Dal 2022 il Gruppo Arvedi ha intrapreso un percorso di rilancio a Terni attraverso un piano di investimenti strategici. L’obiettivo è quello di migliorare la competitività dell’azienda, ottimizzando le capacità produttive dello stabilimento e massimizzando la produzione di laminati a freddo. Questo piano, che prevede un investimento di oltre 500 milioni di euro mira anche a ridurre l’impatto ambientale dei processi e i costi di trasformazione.

Con oltre 2.550 lavoratori tra dipendenti diretti e somministrati, e un migliaio di lavoratori delle imprese dell’indotto, Arvedi Ast rappresenta una delle principali realtà industriali e occupazionali dell’Umbria. La continuità produttiva e la sostenibilità economica dell’azienda sono quindi fondamentali non solo per l’azienda stessa, ma per l’intero territorio.

Le misure necessarie per garantire la competitività

Per garantire la competitività di Acciai Speciali Terni e salvaguardare i livelli occupazionali, è indispensabile che vengano attuate le misure già individuate e formalizzate nell’Accordo di Programma del 2025. Tra queste misure, vi è l’accesso a una quota dell’energia idroelettrica prodotta in Umbria dalla Centrale di Galleto a condizioni economiche competitive, coerenti con gli effettivi costi di generazione dell’impianto.

Un’altra misura fondamentale è l’introduzione e la piena operatività del contributo per l’utilizzo del rottame inossidabile. L’attuazione tempestiva di questi interventi rappresenta una condizione essenziale per salvaguardare la competitività dell’azienda e garantirne i livelli occupazionali.

Il ruolo delle istituzioni

L’assessore regionale umbro allo Sviluppo economico e al Lavoro Francesco De Rebotti, ha affermato che il tema del costo dell’energia non è una novità, ma una delle principali criticità emerse nel lungo percorso che ha portato alla sottoscrizione dell’Accordo di Programma. La Regione ha iniziato a lavorare sul tema, consapevole che il costo dell’energia rappresenta una variabile decisiva per il futuro di una realtà industriale come Arvedi Ast.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha precisato che tutti gli impegni previsti dall’Accordo di Programma sono stati rispettati. Sul fronte dell’energia, l’articolo 7 dell’Accordo non attribuisce al Ministero alcun impegno specifico. Le misure previste sono riconducibili agli impegni assunti dalla Regione, anche in raccordo con l’azienda.

Il Ministero ha inoltre introdotto un credito d’imposta per le acciaierie a forno elettrico che producono acciaio inossidabile da rottame, come previsto dall’articolo 6-bis dell’Accordo. La norma è ora oggetto di un percorso di notifica alla Commissione europea per la verifica della coerenza con la Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore del clima, dell’ambiente e dell’energia 2022.

Per fare il punto sull’attuazione di tutti gli impegni, il Ministero convocherà con la massima urgenza la riunione istitutiva del Comitato esecutivo previsto dall’articolo 9 dell’Accordo e il tavolo di verifica dell’Accordo di Programma. In quella sede, ciascuna delle Parti darà conto degli impegni di propria competenza.

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