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Caldo intenso in Umbria: temperature in aumento, divieti per lavori all’aperto e raccomandazioni

Una nuova ondata di caldo investe l'Umbria con Perugia che passa al livello 2 di rischio nei giorni dell'8 e 9 luglio e Terni con punte fino a 37°C. La Regione ha attivato ordinanze per limitare il lavoro nelle ore più calde e invita a proteggere anziani, bambini e lavoratori all'aperto.

Caldo intenso in Umbria: temperature in aumento, divieti per lavori all’aperto e raccomandazioni

L’Umbria si trova di nuovo sotto pressione per un aumento marcato delle temperature, con concentrazione del caldo nelle zone interne e nei centri urbani. Perugia è stata aggiornata dal livello 1 al livello 2 di rischio termico per le giornate dell’8 e del 9 luglio, quando sono previste temperature alle ore 14 fino a 33-34 °C e valori percepiti simili. In alcune aree, come Terni i picchi massimi attesi possono raggiungere 35-37 °C.

Le autorità regionali hanno richiamato l’attenzione sui rischi sanitari associati a temperature elevate e sulla necessità di comportamento prudente da parte di cittadini e imprese. Sono state indicate categorie particolarmente esposte, norme per il lavoro all’aperto e raccomandazioni pratiche per mitigare i pericoli immediati.

Livelli di rischio e previsioni per Perugia e Terni

Il bollettino locale ha segnalato il passaggio di Perugia al livello 2 per il 8 e il 9 luglio, con valori massimi previsti intorno ai 32-34 °C e temperature percepite analoghe. A Terni si stimano punte tra 35 e 37 °C. Le previsioni meteo indicano un periodo di caldo persistente che, in scala nazionale, è stato descritto come una fase prolungata che potrebbe estendersi per alcune settimane, con ondate già registrate nei mesi precedenti che hanno aumentato il riscaldamento di suolo e mari, fattore che amplifica il calore previsto.

Impatto sulla salute e gruppi vulnerabili

Il caldo estremo rappresenta un rischio concreto per la popolazione più fragile: anziani oltre i 65 anni neonati e bambini, persone con malattie croniche (in particolare cardiovascolari), chi convive con obesità chi assume farmaci che alterano la termoregolazione e persone non autosufficienti o isolate. Le autorità raccomandano di monitorare questi soggetti, assicurare idratazione continua e rivolgersi tempestivamente ai servizi sanitari in caso di sintomi come capogiri, nausea o forte affaticamento.

Ordinanza regionale e divieti per il lavoro all’aperto

La presidente della Giunta regionale ha adottato un provvedimento di natura contingibile e urgente (ordinanza 11 giugno 2026, n. 3), in vigore fino al 15 settembre 2026, volto a prevenire i rischi da esposizione prolungata al sole. L’ordinanza stabilisce il divieto di svolgere attività lavorative dalle 12:30 alle 16:00 nelle giornate e nelle aree in cui la piattaforma di monitoraggio segnala rischio “Alto” per lavoratori esposti con attività fisica intensa alle ore 12.

Il provvedimento interessa in particolare il settore agricolo e florovivaistico i cantieri edili all’aperto le cave e la logistica limitatamente ai piazzali destinati in via permanente al deposito merci. Sono previste esclusioni per le pertinenze dei magazzini coperti. Per le consegne con mezzi a pedalata assistita, l’ordinanza richiede che il rischio calore sia integrato nei calcoli di tempi e distanze, anche adattando gli algoritmi delle piattaforme digitali, senza impatti salariali o reputazionali per i lavoratori.

Obblighi per le imprese e misure organizzative

Le imprese sono chiamate a mettere in atto valutazioni del rischio e misure di prevenzione: pianificazione dei turni, pause obbligatorie, aree d’ombra, accesso all’acqua e dispositivi di protezione individuale adeguati. Le istituzioni insistono che la sicurezza sui luoghi di lavoro non sia subordinata a considerazioni produttive, ma sia considerata un obbligo giuridico e civico.

In aggiunta, l’ordinanza invita i Comuni a valutare, in via temporanea e previa verifica, deroghe ai regolamenti locali sulle emissioni acustiche per consentire lo svolgimento delle attività nelle fasce orarie più fresche, spostando lavori rumorosi a mattine e serate quando possibile.

Per mitigare gli effetti di una ondata di calore che in ambito nazionale è stata giudicata lunga e potenzialmente più intensa dei precedenti episodi stagionali, le raccomandazioni pratiche includono evitare l’esposizione nelle ore centrali, bere regolarmente, creare ambienti notturni più freschi dove possibile e garantire controlli sui soggetti fragili. La combinazione di misure istituzionali, organizzazione aziendale e comportamento individuale costituisce la risposta principale per ridurre ricoveri e colpi di calore durante i prossimi giorni.

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