Il 5 giugno la città di Terni ha ospitato uno degli appuntamenti più attesi del programma dedicato ai 130 anni della Camera del lavoro locale: il segretario generale della CgilMaurizio Landiniè intervenuto in piazza Clai dopo aver visitato la mostra fotografica e documentaria allestita nel quartiere che ospita la sede sindacale.
La manifestazione, inserita in un calendario di dieci giorni di iniziative culturali e politiche, ha combinato momenti di memoria con confronti pubblici e spettacoli, richiamando un pubblico numeroso e istituzioni locali impegnate nel dibattito sul futuro industriale della città e del Paese.
Intervento di Maurizio Landini: lavoro, democrazia e minacce alla pace
Nel confronto con la giornalista Donatella Milianipartito dal suo libro Un’altra storiaLandini ha ricostruito il valore storico della Cgil e il suo legame con l’evoluzione nazionale. «La storia della Cgil è anche la storia del nostro Paese.» Ha sottolineato come il progresso democratico e socioeconomico sia stato spesso il risultato delle lotte e dell’impegno dei lavoratori, ribadendo la necessità di mettere al centro il lavoro e la persona per garantire sviluppo.
Il segretario ha descritto il presente come una fase di mutamento profondo sul piano tecnologico e democratico e ha espresso forte preoccupazione per l’inarrestabile normalizzazione della guerra a livello internazionale: «la guerra ci sta portando in questa direzione.» Per Landini la pace è condizione essenziale affinché i diritti e il lavoro possano crescere, contrapponendo a logiche di mercato e profitto la tutela delle persone e dell’occupazione.
Critica al modello industriale e investimenti
Nel suo discorso Landini ha evidenziato il rischio per il sistema produttivo nazionale: «Il sistema industriale è oggi a rischio.» Ha richiamato l’attenzione su comparti chiave come l’acciaio, con riferimenti impliciti alla tenuta di realtà come l’Ilvae all’automotive, citando la situazione di Stellantisper spiegare come una mancanza di investimenti sia alla base di una perdita di competitività. Secondo il segretario, nei trenta anni passati si è registrato un forte calo di investimenti pubblici e privati e l’assenza di una politica industriale chiara ha aggravato la vulnerabilità del sistema.
Mostra, partecipazione e il ruolo del quartiere Clai
La mostra fotografica e documentaria nel quartiere Clai ha rappresentato il fulcro simbolico delle celebrazioni, richiamando visite di cittadini e scolaresche e stimolando incontri con storici che hanno ricostruito la vicenda sindacale e sociale di Terni. L’iniziativa è stata pensata come un momento di memoria ma anche come punto di partenza per rilanciare questioni contemporanee legate al lavoro e allo sviluppo territoriale.
Il segretario della Cgil di Terni, Claudio Cipollaha commentato l’esito delle iniziative con soddisfazione: «Un’intuizione giusta quella di celebrare nel quartiere storico di Terni», ha detto, evidenziando come la Camera del lavoro sia ancora un punto di riferimento per molti cittadini. Cipolla ha sottolineato il buon riscontro della mostra e la partecipazione ai dibattiti politici, definendoli un elemento positivo: «Bene gli eventi di dibattito politico».
Secondo il segretario cittadino, le celebrazioni devono servire a ricostituire margini di speranza e a rilanciare la vertenza territoriale aperta all’inizio dell’anno: «Un buon punto di partenza per rilanciare la vertenza territoriale», ha concluso, rimarcando la necessità di proporre un’agenda che affronti il peggioramento di diritti e salari e provi a costruire un futuro migliore per la comunità locale.
Dal passato al presente: la memoria come leva politica
La scelta di tenere le celebrazioni nel cuore di Terni ha voluto ricollegare la dimensione storica della Camera del lavoro al dibattito attuale sullo sviluppo industriale e sull’autonomia energetica, richiamando la lezione secondo cui senza approvvigionamento energetico stabile non è possibile sostenere una produzione industriale duratura. Questo filo rosso tra memoria e progetto è emerso chiaramente durante gli incontri, sottolineando il ruolo del sindacato come spazio di proposta e mobilitazione per la città.
Nel complesso, l’evento del 5 giugno a piazza Clai ha condensato temi locali e nazionali: dalla celebrazione dei 130 anni della Camera del lavoro alla denuncia delle fragilità dell’industria italiana, fino all’appello per riaffermare la centralità del lavoro e della pace come prerequisiti per il progresso.


