25 ottobre 2026 ☁ 11°

Incontro internazionale “Pace disarmata e disarmante” apre l’Umbria al dialogo

Assisi accende il dibattito sulla pace, con la presidente Proietti e Andrea Riccardi al centro dell’incontro.

Incontro internazionale “Pace disarmata e disarmante” apre l’Umbria al dialogo

Il quarto decennio dallo storico raduno di preghiera a Assisi, organizzato da Giovanni Paolo II nel 1986, è stato scelto per dare rilancio a una nuova manifestazione internazionale intitolata “pace disarmata e disarmante”. L’evento, inaugurato dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, si svolge nella cornice simbolica della basilica di San Francesco, tra le verdure umbre e le eco delle antiche colombe bianche.

Proietti, ricordando il proprio ricordo d’infanzia del 1986 quando, vestita di bianco, partecipò alla cerimonia di composizione della colomba, ha lanciato un appello rivolto a giovani, religiosi, istituzioni e società civile: ogni individuo può essere un costruttore di pace. Il discorso ha ribadito che la pace non è più solo una festa da celebrare, ma una responsabilità condivisa da mettere in pratica quotidianamente.

Il quarantesimo anniversario e l’apertura dell’incontro

L’inaugurazione ha coinciso con l’anno dell’Ottavo Centenario Francescano, sottolineando come l’Umbria continui a fungere da crocevia di dialoghi spirituali in un mondo segnato da conflitti. Proietti ha ricordato l’articolo 4 dello Statuto regionale, che riconosce la pace come diritto fondamentale delle persone e dei popoli, e ha annunciato l’attività dell’assessorato alla Pace, istituito nel 2024, volto a trasformare tale principio in politiche concrete.

Il richiamo ai giovani

Nel suo intervento, la presidente ha messo al centro dei giovani la speranza di un futuro migliore, indicando che una “pioggia leggera” e una “brezza leggera” sono metafore della non-violenza capace di smorzare le tensioni. L’appello è stato accompagnato dalla citazione: “Dobbiamo avere più coraggio nel muovere cuori, animi, intelligenze verso il grande sogno della pace”.

Il ruolo della Regione Umbria e l’assessorato alla Pace

L’assessorato, creato nel 2024, è stato presentato come il braccio operativo della Regione per promuovere iniziative di dialogo interreligioso, formazione sulla non-violenza e progetti di cooperazione internazionale. Proietti ha sottolineato che la pace è un “cantiere aperto a tutti”, invitando istituzioni a non rimanere spettatrici ma a partecipare attivamente nel processo di costruzione di un mondo più equo.

La presidente ha inoltre avvertito contro l’indifferenza verso le vittime di guerre, soprattutto i bambini e le popolazioni della Terra Santa, la cui sofferenza è spesso “assuefatta” dall’immagazzinamento di immagini sui media. Ha citato la necessità di ascoltare nuovamente quei “gridi silenziosi” per mantenere vivo lo spirito di Assisi.

Andrea Riccardi e la visione di Sant’Egidio

Il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, ha arricchito l’incontro con una riflessione sul valore del dialogo come strumento decisivo contro la normalizzazione della guerra. “La pace è un cantiere aperto a tutti, non un compito riservato agli specialisti, ma una responsabilità universale”, ha affermato, ribadendo l’importanza della preghiera, del dialogo e dell’incontro come forme di pace disarmata.

Riccardi ha ricordato le iniziative di Sant’Egidio in Mozambico e in altri teatri di conflitto, dove l’intervento della Comunità ha contribuito a negoziare cessate il fuoco e a ricostruire relazioni tra comunità opposte. Ha elogiato il presidente della Comunità, Marco Impagliazzo, per il lavoro quotidiano svolto da volontari, spesso a rischio della propria vita.

Il discorso ha anche menzionato il contributo storico di Papa Leone XIV, inserito nella continuità avviata da Papa Francesco, per indicare come la Chiesa si sia costantemente impegnata nella promozione della pace.

Prospettive future e impegno collettivo

Chiudendo la cerimonia, Proietti ha affidato all’immagine di una leggera pioggia il messaggio di una non-violenza capace di spegnere conflitti e alimentare una rivoluzione culturale. L’invito è rivolto a tutti: giovani, religiosi, amministratori e cittadini, affinché vengano “costruttori di pace” proprio come i bambini che nel 1986 formarono la colomba di San Francesco.

Il raduno di questo anno si inserisce in una lunga serie di incontri internazionali che, dal 1986, hanno attraversato città del mondo, dal Mozambico a Varsavia, mantenendo vivo lo spirito di Assisi e ricordando che la pace è un dono di Dio che richiede preghiera e azione concreta. La speranza è che questo nuovo capitolo, sostenuto da istituzioni regionali e da organizzazioni come Sant’Egidio, riesca a trasformare il sogno della pace in realtà tangibile.

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