22 ottobre 2026 ☀ 13°

Voto favorevole alla legge sull’autosomministrazione di farmaco letale

Voto serrato in Umbria: la legge che regola la morte volontaria assistita supera l'opposizione, ma resta fonte di accesi dibattiti.

Voto favorevole alla legge sull’autosomministrazione di farmaco letale

Il 22 ottobre 2026, nell’aula di Palazzo Cesaroni a Perugia, l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha concluso il dibattito su una proposta di legge di iniziativa popolare che disciplina la morte volontaria medicalmente assistita mediante autosomministrazione di farmaco letale. Dopo la relazione preliminare e numerosi interventi, la votazione si è chiusa con 11 voti a favore, 6 contrari e 3 astenuti, suscitando un lungo applauso tra i sostenitori.

Il risultato della votazione e le modifiche al testo

La presidente dell’Assemblea, Stefania Proietti, ha osservato la seduta senza esprimere un voto. I favorevoli provengono da rappresentanti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e dell’Alternativa Verde Sud, mentre l’opposizione è formata da membri di Fratelli d’Italia, Ud-Pp, Lega e Forza Italia. Gli emendamenti accettati sono stati due: quello di Maria Grazia Proietti (Pd), che ha eliminato il riferimento alla “fase terminale della vita” e ha precisato il ruolo delle Aziende Sanitarie Locali (ASL), e quello di Laura Pernazza (Fi), che ha introdotto verifiche basate sulla normativa statale, la garanzia delle cure palliative e la possibilità di revocare la richiesta.

Emendamenti respinti dall’opposizione

Le proposte di modifica avanzate da Laura Pernazza, poi rigettate, chiedevano di riformulare il titolo della legge togliendo il richiamo all’autosomministrazione, di inserire il sostegno psicologico obbligatorio, di fornire informazioni su enti tutelisti della vita e di ampliare la composizione della Commissione. Anche le richieste di inserire una clausola valutativa per rendere pubblici i dati sulle cure palliative non hanno ottenuto consenso.

Struttura operativa della legge

Il testo prevede che ogni Azienda Sanitaria Locale debba istituire una Commissione multidisciplinare permanente composta da un medico palliativista, uno psichiatra, un anestesista rianimatore, un psicologo, un medico legale, un infermiere e uno specialista della patologia di riferimento. La commissione, formata su base volontaria tra il personale dipendente, valuterà l’ammissibilità della richiesta, potrà convocare il medico di fiducia del paziente e trasmetterà la relazione al Comitato Etico Regionale dell’Umbria, che emetterà un parere definitivo.

Procedure e garanzie

Il cittadino interessato deve presentare un’istanza all’ASL di competenza, affinché la commissione verifichi i requisiti richiesti. Le modalità prevedono la presenza del medico di fiducia durante tutta la procedura, al fine di evitare abusi e garantire dignità al paziente. La legge ribadisce che il rafforzamento delle cure palliative non è in contrasto con il diritto all’autodeterminazione, ma è considerato un supporto complementare.

Le posizioni dei consiglieri

Fabrizio Ricci (Avs), relatore unico, ha descritto l’intervento come «un atto di giustizia che non impone nulla a nessuno», citando le parole di Laura Santi: «Qualsiasi vita resta degna di essere vissuta anche nelle condizioni più estreme ma siamo noi a dover scegliere». Laura Pernazza (Fi) ha criticato la rapidità del procedimento, evidenziando la carenza di dati sulle cure palliative in Umbria (solo il 36 % dei bisogni è soddisfatto) e chiedendo una clausola valutativa. Cristian Betti (Pd) ha difeso la scelta, sottolineando la libertà di coscienza e la necessità di migliorare il testo con ulteriori emendamenti.

Eleonora Pace (FdI) ha sostenuto che la legge è stata discussa in fretta, mancando di un adeguato approfondimento sulle implicazioni sanitarie. Bianca Maria Tagliaferri (Ud-Pp) ha messo in guardia contro la riduzione del supporto psicologico e sociale, auspicando una normativa nazionale uniforme. Luca Simonetti (M5S) ha ricordato la sofferenza di chi vive situazioni “insostenibili” e ha chiesto pari dignità per chi decide di porre fine alla vita. Enrico Melasecche (Lega) ha proposto l’inclusione di ulteriori professionisti (neurologo, bioeticista, farmacista) nella commissione, mentre Tommaso Bori (Pd-vicepresidente Giunta) ha definito il provvedimento una “conquista di civiltà” e ha ribadito l’importanza di una legge nazionale per garantire uniformità.

La legge approvata a Perugia rappresenta il primo passo regionale per disciplinare la morte volontaria medicalmente assistita in assenza di una normativa statale. Il dibattito ha messo in evidenza le profonde divisioni tra chi vede nella proposta una garanzia di dignità e chi la considera un rischio per i più vulnerabili, lasciando aperte questioni su cure palliative, supporto psicologico e possibili interventi della Corte Costituzionale.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Perugia adesso

ULTIMO SISMA
M 1.6
3 km E Castelsantangelo sul Nera (MC) · 11 ore fa
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 22 ottobre