Il patrimonio culturale italiano è spesso minacciato da traffici occulti che sottraggono oggetti di valore storico. Tra questi, un manoscritto risalente al 1524, appartenente alla Compagnia del SS. Sacramento di Deruta, era scomparso dal suo archivio originario, alimentando timori sulla perdita di testimonianze secolari.
Dopo mesi di ricerche, la Polizia dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Perugia è riuscita a riavere il documento e a restituirlo direttamente alle mani dell’Arcivescovo metropolita, Mons. Ivan Maffeis, chiudendo così una pista della criminalità culturale nella zona.
Indagine avviata a maggio: monitoraggio di Facebook e scoperta del manoscritto
Nel corso di un’attività ordinaria di monitoraggio del web, i Carabinieri hanno individuato una pagina Facebook di un'associazione culturale di Deruta che annunciava la prossima restituzione di un libro antico. L'annuncio faceva riferimento a un manoscritto del 1524, ma non ne specificava il proprietario originario. Gli investigatori hanno immediatamente attivato le procedure di verifica, coinvolgendo la Procura di Perugia e l'Archivio Diocesano, per accertare la reale provenienza del documento.
Rintracciamento della catena di proprietà
Grazie alle informazioni raccolte sul sito social, i militari hanno ricostruito il percorso di proprietà: il manoscritto era stato venduto, cinque anni prima, a un'associazione culturale per la somma di 5.000 euro. L'acquirente risultava essere un noto bibliofilo, attivo nel mercato dei libri rari, il quale aveva poi ceduto il volume all'associazione senza fornire alcuna documentazione di provenienza. Il soggetto è stato identificato, denunciato in stato di libertà per ricettazione di beni culturali e sottoposto a indagine approfondita.
Restituzione all’Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve
Il 20 ottobre 2026, i Carabinieri hanno consegnato il manoscritto all'Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, dove è stato accettato personalmente da Mons. Ivan Maffeis. L'evento è stato documentato come una vittoria per la tutela del bene culturale, poiché il documento ritorna in custodia ecclesiastica, pronta a garantirne la conservazione e la fruizione da parte della comunità.
Valore storico e simbolico del documento
Il manoscritto riporta un’iscrizione che lo collega direttamente alla “Compagnia del SS. Sacramento di Deruta”, citando la chiesa di San Francesco. Tale elemento ne conferma la valenza culturale riconosciuta dalla normativa nazionale. Oltre al valore storico, la restituzione ha un forte peso simbolico: restituisce alla cittadinanza di Perugia e Deruta una testimonianza autentica della loro storia ecclesiastica e sociale, riaffermando l'impegno dell'Arma dei Carabinieri nella difesa della memoria collettiva.
Questa operazione dimostra come la sinergia tra forze dell'ordine, enti religiosi e istituzioni giudiziarie possa contrastare efficacemente il traffico illecito di beni culturali. L'azione ha messo in luce l'importanza del controllo digitale e della cooperazione interistituzionale, elementi chiave per salvaguardare il patrimonio storico italiano da future illegalità.



