Alla chiusura della tavolata europea a Bruxelles, la presidente del Consiglio Regionale dell’Umbria, Stefania Proietti è rientrata a Palazzo Donini tra pile di fascicoli e un clima di attesa. Dopo i brindisi e i volti illuminati, ha dedicato le prime ore a ricordare la sua indipendenza civica precisando di non possedere tessere di partito e di considerare i cittadini umbri la sua unica appartenenza.
Nel medesimo turno, il nome di Proietti è stato richiamato da Giuseppe Conte ex premier, con il quale il contatto è ormai raro; allo stesso tempo, la sindaca di Perugia, anch’essa civica e priva di precedenti istituzionali, è stata menzionata come possibile candidata parlamentare. Il consigliere Ferdinandi, evitando giri di parole, ha dichiarato che la candidatura sarà portata avanti con serietà, mentre Proietti ha voluto smontare le voci di corridoio, promettendo di concentrarsi sui dossier più urgenti.
Indipendenza civica di Proietti e rapporto con le forze politiche
Proietti ha ribadito che non intende accedere al Parlamento e che la sua unica fedeltà è rivolta al territorio umbro. Questa posizione la colloca in una zona grigia rispetto al Partito Democratico dell’Umbria che detiene 9 seggi su 13 e guida la maggioranza consiliare. Pur non essendo iscritta a nessun partito, la presidente deve però confrontarsi quotidianamente con le dinamiche di un gruppo che, se da una parte, la supporta, dall’altra, mette alla prova la sua capacità di mediazione, soprattutto alla luce delle recenti tensioni interne.
Le tre questioni al centro dell’agenda: fine vita, sanità e gasolio
Legge sul fine vita: l’iniziativa popolare “Liberi subito”
L’iniziativa popolare “Liberi subito”, sostenuta da 4.801 firme è stata depositata oltre un anno fa per introdurre il suicidio assistito. Nonostante la normativa preveda una discussione entro sei mesi, il testo non è ancora giunto all’Assemblea legislativa. I consiglieri possono votare a favore o contro, ma non hanno il potere di bloccare la discussione, creando un clima di tensione nella stessa maggioranza.
Piano sociosanitario: il documento del Partito Democratico e la carenza di risorse
Il Partito Democratico che monopolizza la maggioranza con 9 consigliari su 13, ha approvato all’unanimità un documento che invita a una “nuova stagione della sanità umbra”, sottolineando che nessuna riorganizzazione amministrativa può funzionare senza adeguati finanziamenti. Da Roma, il programma di bilancio prevede per il 2027 un incremento di 2,4 miliardi più un miliardo già stanziato, per un totale di 3,4 miliardi cifra tuttavia molto inferiore alla richiesta regionale di 18 miliardi aggiuntivi.
Emergenza gasolio per le aziende agricole
L’attuale cari carburanti sta colpendo duramente gli agricoltori umbri, che chiedono una revisione della manovra fiscale. La presidente Proietti deve quindi mediare tra le richieste dei produttori, le pressioni dei sindacati e le proposte degli industriali, il tutto mentre la maggioranza è impegnata a trovare un accordo su altre due tematiche.
Le forze di opposizione, rappresentate da consiglieri della Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Tp-Uc, hanno denunciato il continuo ricorso a strutture private per ridurre le liste d’attesa. Recenti affidamenti a 17 strutture private per 13.807 prestazioni, per un valore di 615.000 euro, evidenziano un fallimento delle promesse elettorali di Proietti sulla sanità pubblica e un aumento sistematico di risonanze magnetiche, ecografie e TAC convenzionate, nonostante gli investimenti del PNRR in strutture pubbliche.



