Il primo cittadino di Terni, Stefano Bandecchi ha rilasciato una dichiarazione netta: dal momento attuale il gruppo denominato Con Bandecchi per Terni non potrà più utilizzare il suo cognome. La motivazione principale risiede in divergenze su temi fondamentali della politica ternana e nella recente uscita del gruppo dalla maggioranza amministrativa.
L’avviso è stato trasmesso direttamente attraverso il sito istituzionale del Comune, dove il sindaco ha precisato: “non usare il mio nome per una politica che non mi appartiene“. La richiesta è rivolta al capogruppo Marina Severoni, affiancata da Andrea Sterlini, Andrea Colasanti e Federica Mengaroni, tutti ex appartenenti ad Alternativa Popolare che, a partire dalla seconda metà di agosto scorso, avevano costituito una nuova squadra consiliare.
Le ragioni della rottura e le conseguenze per la maggioranza
Secondo quanto comunicato, le differenze tra il sindaco e il gruppo riguardano decisioni chiave su programmi urbani, gestione delle risorse e strategie di sviluppo. Bandecchi ha sottolineato che, avendo lasciato la maggioranza, il gruppo non può più legittimamente riferirsi al suo progetto politico. Un corto circuito è scattato, trasformando quello che sembrava un dissenso costruttivo in una vera e propria frattura istituzionale.
Questa tensione mette a repentaglio la stabilità della maggioranza comunale. Se il gruppo “Severoni-Sterlini-Colasanti-Mengaroni” dovesse confermare la propria posizione di opposizione, il sindaco rischia di trovarsi senza un adeguato sostegno all’interno del Consiglio. La situazione è ulteriormente aggravata dalla consapevolezza che il mandato amministrativo ha ancora 18 mesi da completare, rendendo ogni voto decisivo per la prosecuzione dei progetti in corso.
Nuove prospettive politiche: l’avvio di “Terni Concreta”
Nel frattempo, l’ex vicesindaco Riccardo Corridore si sta preparando a lanciare una nuova realtà civica intitolata Terni Concreta. L’iniziativa, ancora in fase di definizione, potrebbe attirare ex assessori e membri di Alternativa Popolare in cerca di un punto di riferimento politico più stabile. Se concretizzata, l’associazione potrebbe fungere da pedine chiave in un consiglio dove la coalizione di maggioranza è sempre più fragile.



