Il nuovo film televisivo “Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte” è stato trasmesso in prima serata su Rai 1, offrendo al pubblico una ricostruzione visiva della vita di un missionario laico che ha rinunciato al benessere per vissere accanto ai più deboli. La produzione ha scelto location realmente esistenti, facendo dialogare la narrazione con l’architettura e il paesaggio di due città simboliche dell’Italia meridionale e centro-settentrionale.
Il regista Costanza Quatriglio ha promosso un approccio autentico: le scene più drammatiche e quelle di vita quotidiana sono state girate nei luoghi che hanno segnato il percorso di Biagio Conte dalla sua famiglia borghese di Palermo fino al suo cammino spirituale ad Assisi. Il risultato è un intreccio di contrasti visivi tra la magnificenza storica e le ombre della povertà, in un formato che vuole essere più una testimonianza che una semplice ambientazione.
Le location palermitane che animano il film
Palermo, capitale della Sicilia, è il fulcro della prima parte della pellicola. Il set apre con la Stazione Centrale dove il protagonista incontra per la prima volta i senzatetto. Il luogo, tipicamente un punto di transito per migliaia di viaggiatori, assume nel racconto la funzione di spazio di incontro fra le vite marginali e la volontà di Biagio Conte di condividere la loro quotidianità. Le riprese mostrano i lunghi portici, i volti di chi vive tra i binari e la frenesia di una città che spesso ignora chi non ha una casa.
Quartieri popolari e mercati storici
Il cuore pulsante di Palermo si rivela attraverso il mercato di Ballarò e il quartiere della Kalsa. Ballarò, con le sue bancarelle colorate e le voci delle venditrici, riflette la multiculturalità di una città che ha accettato influssi arabi, normanni e spagnoli. La Kalsa, con le sue strade strette e le antiche mura, offre una scenografia densa di storia, dove la chiesa di Santa Teresa alata dal barocco parla di un passato religioso continuo. Entrambi i luoghi mostrano il doppio volto di Palermo: la vivacità del commercio accanto a una realtà di estrema precarietà.
Palazzi monumentali e spazi sacri
Tra le scenografie più eleganti troviamo il Palazzo Comitini il Palazzo Marchesi e il Palazzo Arcivescovile. Questi edifici, testimonianze di un passato aristocratico, vengono contrastati dalle immagini di persone senza tetto sui loro gradini. La Cattedrale di Palermo con la sua miscela di stili arabo-normanni e gotici, funge da sfondo simbolico al percorso interiore di Conte suggerendo una ricerca di senso tra le pietre della fede e le strade della città.
Il mare e il silenzio del Monte Pellegrino
Lungo il Lungomare di Mondello le telecamere catturano la luce del Mediterraneo, creando un contrasto cromatico con le scene più cupe del centro storico. Il panorama dal Monte Pellegrino con il suo santuario dedicato a Santa Rosalia, aggiunge una dimensione quasi mistica, collegando il territorio terrestre alla spiritualità che guiderà il protagonista verso il suo prossimo passo: il pellegrinaggio a Assisi.
Assisi, la tappa spirituale di Biagio Conte
Il viaggio a piedi di Biagio Conte verso Assisi, iniziato nei primi anni ’90, è ricostruito attraverso le location più emblematiche della città umbra. Il Santuario di San Damiano dove San Francesco udì la sua prima chiamata, è mostrato in tutta la sua sobrietà, con i corridoi silenziosi e il chiostro avvolto dal verde. L’atmosfera mistica di questo luogo enfatizza il riconoscimento interiore che il protagonista sperimenta, lasciando spazio al pensiero che la fede può nascere anche nei luoghi più umili.
Il convento e la tradizione francescana
Il film si sposta poi verso il Convento di San Damiano dove le mura raccontano secoli di vita clausurale. Le riprese mostrano le stesse porte che, secondo la tradizione, furono attraversate da Santa Chiara. Il silenzio interrotto solo dal canto degli uccelli crea un contesto ideale per la riflessione di Biagio Conte che trova lì la risposta a una ricerca di senso più profonda rispetto alla sola carica sociale di Palermo.
Il percorso di vita di Fratel Biagio raccontato sullo schermo
Nato il 16 settembre 1963 in una famiglia di imprenditori edili, Biagio Conte ha vissuto un’adolescenza tra auto di lusso e feste, ma al compimento dei 26 anni ha deciso di abbandonare la sicurezza materiale. Il 5 maggio 1990 ha lasciato la casa senza bagagli, con solo una lettera d’addio ai genitori. Dopo mesi di cammino tra le montagne siciliane, è giunto ad Assisi a piedi, senza mappe né tecnologie. La sua determinazione lo ha portato a intraprendere una missione concreta nella sua città natale, dove ha iniziato a distribuire cibo sotto i portici della Stazione Centrale.
Nel 1991, Biagio fonda il primo nucleo della “Missione di Speranza e Carità”, un luogo di accoglienza privo di ogni struttura formale. Il 15 settembre 1993, dopo un lungo sciopero della fame, ottiene l’uso di un ex disinfettorio comunale in via Archirafi, trasformandolo in un rifugio per i più vulnerabili. Il film descrive questi momenti con immagini crude, mostrando la lotta contro la burocrazia e la tenacia di chi vuole vivere al fianco degli emarginati.
Il racconto si chiude con la visione di Biagio Conte come un moderno Francesco: un uomo che ha scelto di mettere la propria vita al servizio di chi vive nell’ombra, guidato da una fede vissuta nella concretezza. Le location scelte – dalle strade polverose di Assisi ai vicoli di Palermo – non sono semplici scenari, ma veri testimoni di un cammino che si fa storia.



