10 Ottobre 2026 🌫 14°

Tragedia sul Trasimeno: cigno trovato morto tra reti abusive

Un cigno finito nella rete abbandonata sul Trasimeno ha suscitato polemiche, rivelando problemi di illegalità e di pulizia delle sponde.

Tragedia sul Trasimeno: cigno trovato morto tra reti abusive

Una fotografia pubblicata nella community “Trasimeno panorami e foto” mostra un cigno senza vita, la testa penzolante tra i pali e le reti abbandonate nel lago trasimeno. Il post, accompagnato da un commento che denuncia l’incuria, ha immediatamente innescato una discussione acceso tra gli utenti, divisi tra chi attribuisce la morte alla rete e chi invece ipotizza cause alternative.

Secondo le testimonianze raccolte, l’animale sarebbe rimasto incastrato in una vecchia struttura di pesca, composta da pali e tofi che, nonostante fossero stati sequestrati dai carabinieri forestali nel marzo del 2025 restavano immersi nell’acqua. Il gruppo specializzato CITES dei carabinieri forestali si è recato sul posto, ha recuperato il corpo e lo ha trasferito all’Istituto Zooprofilattico per gli accertamenti.

Dettagli del ritrovamento e intervento delle forze dell’ordine

Gli agenti hanno segnalato che, nonostante il sequestro giudiziario, le reti rimangono dislocate in zone frequentate da uccelli acquatici. Il cigno è stato trovato con un’ala avvolta tra i fili, ma le autorità non hanno ancora escluso la possibilità che l’animale fosse già morto, trasportato dalla corrente e solo successivamente intrappolato.

Versioni contrastanti sulla causa della morte

Alcuni utenti hanno ipotizzato che la corrente potesse aver spinto il corpo del volatile verso la rete, mentre altri hanno sostenuto che la trappola stessa sia stata la causa diretta, citando la frase diffusa online: “Causa morte incastrato nella rete con la zampa!”. Il dibattito ha evidenziato come la mancanza di una risposta chiara dal punto di vista tecnico-scientifico alimenti ulteriori polemiche.

Reti abusive nel lago: sequestro e iter giudiziario

Le strutture in questione sono state oggetto di un sequestro giudiziario perché ritenute abusivi. Tuttavia, finché il procedimento non si chiude con un ordine di rimozione definitivo, i pali e le reti continuano a galleggiare, creando un pericoloso ambiente per la fauna locale. Gli osservatori locali sottolineano che questa non è la prima volta che uccelli vengono trovati morti in circostanze simili, segnalando una problematica radicata da decenni.

Operazione “Lago Pulito” e prospettive per le sponde

Il 9 ottobre 2026 è stata annunciata l’iniziativa “Lago Pulito”, promossa dalla Regione in collaborazione con Afor, l’Unione dei Comuni e gli enti locali. L’operazione, avviata da San Feliciano, mira a rimuovere i rifiuti e le strutture abbandonate emersi a seguito dell’abbassamento del livello dell’acqua dovuto alla siccità. L’assessore regionale Simona Meloni ha sottolineato l’urgenza di intervenire per dare una “nuova vita” alle sponde e prevenire ulteriori incidenti per la fauna.

Nel complesso, il caso del cigno è diventato il simbolo di una più ampia crisi di gestione ambientale sul lago Trasimeno. Le autorità continuano a indagare sulla causa definitiva della morte, mentre le comunità locali e gli attivisti chiedono una rimozione rapida delle reti abusive e una vigilanza più efficace per proteggere gli habitat acquatici.

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