25 Settembre 2026 🌤 16°

Regione Umbria apre la strada al social freezing per tutte

Umbria dice sì al social freezing per tutte, chiedendo fondi pubblici per abbattere le spese proibitive.

Regione Umbria apre la strada al social freezing per tutte

L’assemblea regionale ha appena votato una mozione promossa dalla presidente Bistocchi che amplia la disciplina del social freezing in Umbria. La decisione non si limita più alle sole pazienti oncologiche, ma apre la porta a tutte le donne che, per motivi personali o professionali, desiderano conservare i propri ovociti. Un passo che pone la Regione al fianco di un dibattito nazionale sulla libertà di scelta riproduttiva.

Secondo il Patto Avanti la pratica è oggi possibile sia per motivi medici sia a pagamento, ma i costi proibitivi rappresentano un ostacolo per molte. “Oggi, infatti, questa pratica può essere intrapresa a scopo medico, oppure a pagamento, nei centri che lo permettono, con costi spesso proibitivi”, ha dichiarato il partito in una nota congiunta.

Patto Avanti: necessità di un sostegno pubblico

Il Patto Avanti ha sottolineato l’urgenza di intervenire per rendere la crioconservazione degli ovociti accessibile a tutti: “E’ necessario ” L’organizzazione ritiene che la maternità non debba essere né un obbligo sociale né un privilegio esclusivo ma un diritto supportato da politiche concrete.

Contrastare l’inverno demografico attraverso il congelamento

Nel documento della mozione si evidenzia che l’inverno demografico è una realtà che richiede interventi decisi, inclusa la promozione del social freezing. “Inverno demografico che deve essere contrastato in ogni modo, compreso quello del social freezing”, si legge nel testo approvato. La Regione vuole così utilizzare la crioconservazione non solo come tutela individuale, ma anche come leva per potenziare la natalità futura.

Umbria segue l’esempio di Puglia e Toscana

Dopo le iniziative già avviate in Puglia e Toscana l’Umbria avvia il proprio percorso di crioconservazione con l’obiettivo di costruire una regione in cui tutti possano godere di più diritti. “Dopo la Puglia e la Toscana, l’Umbria avvia il percorso della crioconservazione, con l’obiettivo di costruire una regione in cui tutte possano avere più diritti,” afferma il Patto Avanti.

Verso una disciplina uniforme a livello nazionale

L’Umbria intende portare la questione anche alle sedi nazionali, poiché la legge attuale permette a una donna single di congelare i propri ovociti ma limita la PMA alle coppie eterosessuali sposate o conviventi. “Occorre aprire una seria riflessione sui diritti di tutte e di tutti, e l’Umbria vuole stare in prima fila”, conclude il Patto Avanti, sottolineando la volontà di uniformare la normativa in tutta Italia.

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