Il 24 settembre 2026 a Perugia si è tenuto l’incontro “Verso un Patto per la ricerca: Airc e il territorio insieme contro il cancro”, ospitato nella storica sala dei Notari. L’evento ha riunito rappresentanti istituzionali, ricercatori e volontari per fare il punto sugli ingenti investimenti della Fondazione Airc nella ricerca oncologica umbra.
Durante la serata sono stati presentati i dati più recenti: negli ultimi cinque anni la fondazione ha destinato più di nove milioni di euro a iniziative locali, con 14 progetti finanziati, sette borse di studio l’impiego di un Physician Scientist e il supporto a 18 ricercatori distribuiti tra l’Università degli Studi di Perugia e l’Azienda Ospedaliera.
Finanziamenti e risultati concreti
La cifra complessiva, oltre 9 milioni di euro si è tradotta in un portafoglio diversificato di attività di ricerca. Oltre un milione e quattrocentomila euro sono stati affidati nel 2026 a sette progetti in corso sia presso l’Università che nell’Azienda Ospedaliera di Perugia, come ha evidenziato la presidente del Comitato Umbria di Airc, Laura Radi. Questa quota rappresenta una parte significativa del bilancio destinato alla lotta contro il cancro nella regione.
Numeri chiave e tasso di successo
Un elemento che distingue la ricerca umbra è il notevole tasso di successo dei progetti Investigator Grant Airc negli ultimi dieci anni quasi il 48 % delle proposte è stato finanziato, contro una media nazionale che si aggira tra il 10 % e il 20 %. Questi dati testimoniano la qualità dei team locali e la solidità delle loro proposte scientifiche.
Collaborazione tra università, ospedale e volontari
Il Patto per la ricerca promosso dalla Fondazione si basa su una cooperazione stretta tra il mondo accademico, quello clinico e la società civile. Il consigliere delegato di Airc, Daniele Finocchiaro ha ricordato che l’organizzazione sostiene il 70 % della ricerca oncologica competitiva e indipendente in Italia, grazie al contributo di più di 4,5 milioni di donatori e 20 000 volontari. “Il Patto per la ricerca deve essere un impegno condiviso, non solo in termini di risorse ma anche nella capacità di creare le condizioni per il progresso scientifico”, ha sottolineato Finocchiaro.
Progetti di leucemia e ruolo dei ricercatori
Un focus particolare è stato riservato allo studio delle leucemie, con la presentazione dei risultati dei ricercatori Maria Paola Martelli e Paolo Sportoletti. Entrambi i gruppi hanno ricevuto finanziamenti Airc e hanno illustrato le prospettive di tradurre le scoperte di laboratorio in terapie concrete per i pazienti. L’incontro è stato co-condotto dalla direttrice scientifica della Fondazione, Anna Mondino che ha evidenziato la necessità di un ponte efficace tra ricerca di base e applicazione clinica.
La serata si è conclusa con la consegna di riconoscimenti a numerosi volontari e sostenitori umbri, simbolo del forte legame che la comunità mantiene con la scienza medica. L’evento ha dimostrato come la ricerca oncologica non sia più un’attività isolata, ma un bene comune che coinvolge istituzioni, professionisti e cittadini, tutti impegnati a costruire un futuro più sano per l’Umbria.



