Alessandro Preziosi, noto attore napoletano, porta in scena un’interpretazione inedita di San Francesco d’Assisi. Lo spettacolo, intitolato La Ferita, la Letizia è tratto dall’omonimo libro del poeta e scrittore Davide Rondoni e sarà rappresentato al Teatro Gentile di Fabriano.
L’evento, promosso dal Comune di Fabriano in collaborazione con Amat, offre al pubblico un ritratto del santo lontano dagli stereotipi tradizionali. Preziosi, che firma anche la regia, presenta un Francesco inquieto, impetuoso e radicale, capace di trasformare le proprie ferite in una fede incrollabile.
Un dialogo confidenziale con San Francesco
Preziosi descrive lo spettacolo come un dialogo confidenziale piuttosto che un monologo. Attraverso la poesia di Rondoni, l’attore esplora il non detto della figura di Francesco, mettendo in luce la sua umanità e le sue contraddizioni.
“L’uomo, attraverso la poesia, riconosce la propria natura incapace, ‘indegno’ di accedere alla ‘letizia’, che rappresenta una domanda a cui l’uomo non riesce a dare una risposta”, spiega Preziosi. “E’ come se Francesco ci chiedesse: vuoi accedere a questa possibilità? E da tale interrogativo si dipana una scalata verso qualcosa che molti di noi non raggiungeranno mai.”
San Francesco: un uomo di azione e poesia
Lo spettacolo si basa su testi di poeti come Dante, Leopardi e Mario Luzi, oltre che sulle opere di Rondoni. Preziosi sottolinea come San Francesco fosse un uomo di azione, spesso descritto come un vagabondo, ma in realtà ispirato da una profonda meditazione.
“Francesco era un uomo di azione. Ce lo descrivono quasi come un vagabondo, ma la realtà è che in quel suo mettersi in cammino c’era un’ispirazione meditativa enorme”, afferma Preziosi. “Anche lui aveva i suoi dubbi, ma il santo ci fa capire che i dubbi non devono impedirci di muoverci.”
Un elemento centrale dello spettacolo è il Cantico delle Creature considerato un atto di nascita ufficiale della lingua italiana. Preziosi riflette sulla bellezza e la forza evocativa di queste parole, che continuano a colpirci nonostante le tentazioni della vita quotidiana.
La conversione di Francesco: un cavallo che si piega
In un’altra iniziativa artistica, la scultrice argentina Vivianne Duchini ha creato una scultura in bronzo intitolata La danza della Rivelazione che rappresenta la conversione di San Francesco. L’opera, lunga quattro metri e alta 1,80, sarà collocata permanentemente nei Giardini del lungomare di Lerici.
La scultura raffigura un cavallo che abbandona la postura del guerriero e si piega davanti al santo, simbolizzando il passaggio da una dimensione legata alla guerra e all’ambizione a una nuova idea di fraternità e rapporto con il creato.
“Il cavallo, simbolo dell’ambizione mondana e dell’orgoglio cavalleresco della giovinezza di Francesco, non scompare con la conversione, ma diventa una presenza trasfigurata”, spiega Francesca Sacchi Tommasi, curatrice di Sculture – Nuovi Segni.
La scultura fa parte di un progetto dedicato all’ottavo centenario della morte di Francesco, avvenuta nel 1226. Il percorso, promosso dal Comitato Nazionale per la Celebrazione dell’ottavo centenario, porterà opere contemporanee in dieci città italiane.



