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Italia Domani: il nuovo partito di Marco Rizzo punta alla sovranità e alla neutralità

Marco Rizzo, ex Pci, lancia Italia Domani, un nuovo partito che punta a unire il popolo italiano contro le élite economiche e finanziarie.

Italia Domani: il nuovo partito di Marco Rizzo punta alla sovranità e alla neutralità

Marco Rizzo, storico esponente politico, ha ufficialmente lanciato Italia Domani un nuovo movimento politico che punta a ridefinire il futuro dell’Italia. Il congresso fondativo si terrà il 3 ottobre a Roma ma già oggi i militanti umbri hanno ufficializzato la nascita del partito nella regione, durante un evento al Deco Hotel di Ponte San Giovanni.

Il segretario regionale Giuseppe Gasparri ha sottolineato l’importanza di questo momento storico: “Dopo un trentennio di egemonia Ue, l’Italia si trova in un momento cruciale per recuperare la propria sovranità, decidere del destino della nazione, sostenere la pace e la neutralità, rimettere al centro la sanità, il lavoro e il benessere per tutti.”

La visione di Italia Domani

Italia Domani si presenta come una nuova forza politica che intende superare la tradizionale divisione tra destra e sinistra, proponendo un nuovo modello di scontro verticale tra il popolo e le élite economiche e finanziarie. Secondo Rizzo, “sono passati 80 anni dalla fine della guerra e le motivazioni storiche ci sono tutte, ma oggi non ha più senso combattere tra destra e sinistra. Dobbiamo unire il popolo come il ceto medio, la classe media, piccola impresa, artigiani, agricoltori, professionisti con la classe lavoratrice.”

Il partito è stato presentato alla Camera dei deputati lo scorso 3 settembre e punta a rappresentare il 90% della popolazione unendo le diverse componenti sociali in un fronte comune contro le ingiustizie economiche.

Il programma di Italia Domani

Il programma di Italia Domani si basa su sette punti chiave, tra cui la difesa della sovranità nazionale e la neutralità dell’Italia sul palcoscenico internazionale. Rizzo critica duramente l’invio di armamenti militari all’Ucraina e propone un taglio radicale del carico fiscale, l’introduzione del contante in Costituzione e la creazione di una moneta sovrana complementare denominata Sire.

La sicurezza è un altro pilastro del programma, con proposte come l’abbassamento da cinque a tre anni delle soglie per la detenzione effettiva, l’introduzione del lavoro carcerario e il blocco dei flussi migratori basato sulla reale capacità sociale del Paese. Italia Domani critica anche l’Unione Europea, ritenuta un’entità tecnocratica da disarticolare, e le attuali politiche ambientali, accusate di provocare la deindustrializzazione del continente.

Le alleanze e le prospettive future

Per quanto riguarda le alleanze, Rizzo si limita ad apprezzare la linea “pacifista” di Roberto Vannacci ma rivendica l’autonomia del suo movimento. “Un generale che dice no alla guerra mi piace, ma precisiamo subito, non ci sarà nessuna alleanza. Puntiamo alla discussione programmatica partecipazione autonoma alle prossime consultazioni politiche.”

Italia Domani è già accreditata al 3% delle intenzioni di voto un risultato che testimonia l’interesse crescente verso questo nuovo movimento politico. Il partito punta a creare una “nuova IRI e una Banca Pubblica Italiana” e a chiedere “lo stop alle sanzioni alla Russia” e “un federalismo solidale che rafforzi le Province”.

Con il lancio del nuovo saggio “L’ultima trincea. Pace, lavoro, famiglia, città sicure”, Marco Rizzo intende chiarire ulteriormente la sua visione politica e attrarre nuovi sostenitori. Il simbolo del partito, un circolo a prevalenza blu con il cognome Rizzo ben visibile al centro, riflette la vocazione identitaria del movimento.

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