Ad Assisi, città universalmente conosciuta come la città della pace il Consiglio comunale è diventato un campo di battaglia. Maggioranza e opposizione si scontrano su ogni tema, perfino su una mozione dedicata alla pace. Un paradosso che lascia perplessi i cittadini e che contrasta con lo spirito di fraternità che la città rappresenta nel mondo.
Un dibattito acceso su ogni argomento
L’ultima seduta del Consiglio comunale di Assisi è stata l’ennesima dimostrazione di una politica locale più impegnata a combattersi che ad amministrare. I toni sono stati spesso sopra le righe, con continui botta e risposta, richiami e interruzioni. Tra i protagonisti del confronto, il consigliere Fasulo, che ha incalzato ripetutamente la maggioranza su diversi temi con interventi duri e dai toni particolarmente accesi.
La mozione sulla pace: un fallimento simbolico
Il punto più emblematico è stato raggiunto quando è arrivata in discussione la mozione dedicata alla pace. Nella città di San Francesco, questo argomento avrebbe potuto rappresentare un momento di unità, al di là delle appartenenze politiche. Invece, neppure la pace è riuscita a mettere d’accordo il Consiglio comunale. Un fallimento simbolico che è difficile da spiegare ai cittadini e ancora più difficile da raccontare a chi guarda Assisi come simbolo universale di dialogo e fraternità.
Le tensioni interne alla maggioranza
Nel frattempo, il sindaco Valter Stoppini ha rimesso mano agli equilibri della Giunta, redistribuendo le deleghe nel tentativo di rafforzare una maggioranza che continua a mostrare più di una crepa. Una scelta che, almeno a giudicare dai malumori emersi nelle ore successive, non sembra essere stata accolta con entusiasmo da tutti gli interessati. Tra i corridoi del Palazzo dei Priori, si racconta di un dopoconsiglio dai toni tutt’altro che distesi, con un vero e proprio ‘falò del chiarimento’ resosi necessario per provare a ricucire gli strappi interni.
La vicenda della scala mobile di Porta Nuova
Il consigliere Luigi Bastianini, nonostante i malumori emersi dopo la mancata nomina a Umbra Acque, è rimasto al suo posto. Tuttavia, la sua permanenza non coincide con una ritrovata serenità. Bastianini ha attaccato duramente l’assessore Corazzi sulla vicenda della scala mobile di Porta Nuova, ancora ferma. Un intervento senza giri di parole, nato dallo spunto del consigliere di opposizione Ivano Bocchini e accompagnato dalla richiesta di risposte immediate per una questione che continua a penalizzare cittadini e visitatori.
Il problema non è il confronto, ma il modo di fare politica
Il calendario rende tutto ancora più emblematico. Tra pochi giorni Assisi accoglierà il Papa, un appuntamento che riporterà l’attenzione internazionale sulla città di San Francesco e dei grandi messaggi di pace. Ma mentre ci si prepara ad accogliere il Pontefice, Palazzo dei Priori offre uno spettacolo decisamente meno edificante: divisioni, accuse reciproche, tensioni e una pace che, almeno nell’aula consiliare, sembra essersi presa una lunga pausa.
Forse sarebbe il caso che la politica assisana, almeno per una volta, prendesse esempio dalla città che è chiamata ad amministrare. Perché il problema non è il confronto, che è il sale della democrazia. Il problema è quando il conflitto diventa l’unico linguaggio possibile e il dibattito si trasforma in una gara a chi alza di più la voce. Perché se nella città della pace si riesce a litigare perfino sulla pace, forse il problema non è più il tema del giorno. È il modo di fare politica. E quello, ad Assisi, oggi appare sempre più lontano dallo spirito che la città rappresenta nel mondo.



