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Consiglio comunale di Perugia boccia l’addizionale sul porno e infiamma il dibattito sui conti

Il consiglio comunale di Perugia ha votato un ordine del giorno contrario alla cosiddetta «tassa etica», mentre sul rendiconto 2026 si apre un confronto acceso sulla pressione fiscale pro capite e sulle entrate tributarie

Consiglio comunale di Perugia boccia l’addizionale sul porno e infiamma il dibattito sui conti

Il consiglio comunale di Perugia ha preso una posizione netta contro la proposta nota come tassa eticaovvero un’addizionale fiscale del 25% destinata ai redditi derivanti da determinate attività ritenute «eticamente sensibili». L’atto è stato approvato a maggioranza con 19 voti favorevoli4 contrari e 3 astensioni, ed è stato promosso dai consiglieri Cesare CariniLorenzo Mazzanti (Pensa Perugia) e Ermenegildi Zurlo (Pd).

Il contenuto dell’ordine del giorno e gli impegni per la giunta

L’ordine del giorno votato impegna la giunta guidata da Vittoria Ferdinandi a farsi portavoce, anche attraverso l’Ancidelle istanze per l’abrogazione della cosiddetta tassa etica. I firmatari hanno definito la misura come una addizionale discriminatoria perché colpirebbe specifiche fonti di reddito non sulla base della capacità contributiva ma su un giudizio di meritevolezza etica dell’attività svolta.

Il testo richiede inoltre alla giunta di sostenere la libertà professionale e imprenditoriale dei residenti che operano nel settore digitale, contrastando pregiudizi che potrebbero favorire il lavoro sommersoe di trasmettere l’atto ai rappresentanti parlamentari del territorio per segnalare l’impegno del Comune per un sistema fiscale laico e trasparente.

La mobilitazione nazionale e la tappa di Avellino con Valentina Nappi

Parallelamente al voto cittadino, la campagna dei Radicali contro la tassa etica ha registrato tappe in diverse città, con la partecipazione di figure del settore interessate dalla misura. Tra queste c’è stata la presenza pubblica di Valentina Nappiattrice e content creator, che ha partecipato a un presidio per la raccolta firme contro la norma che prevede la maggiorazione fiscale del 25% per alcune attività.

La performer ha definito la norma una punizione fiscale e ha sottolineato il rischio di creare una discriminazione fiscale basata su concetti morali. In piazza, tra selfie e interazioni con i sostenitori, ha insistito sul fatto che la misura non si limita a colpire gli alti redditi ma mira alla «rappresentazione esplicita del sesso e ad altre attività individuate in modo discutibile», creando una divisione arbitraria tra professioni riconosciute e altre considerate inaccettabili.

Il presidente del Comitato Radicali Italiani, Bruno Gambardellaha avvertito che la penalizzazione fiscale rischia di essere controproducente anche sul piano economico: chi opera nei settori interessati potrebbe trasferire la residenza fiscale all’estero, determinando una perdita di gettito per l’Italia. Per questo motivo i promotori chiedono che queste attività siano sottoposte a una tassazione ordinaria come qualsiasi altro lavoro legale.

Rendiconto 2026 e contestazioni sulla pressione fiscale pro capite

Il dibattito pubblico a Perugia non si limita alla tassa etica: il rendiconto 2026 del Comune ha alimentato uno scontro tra maggioranza e opposizione circa la situazione delle entrate e della pressione fiscale. I consiglieri di minoranza hanno presentato una lettura dei conti che indica una pressione tributaria pro capite pari a 921 euro per abitante, cifra che sarebbe la più alta degli ultimi dieci anni e superiore di oltre 100 euro ai livelli 2015-2026.

Secondo l’analisi dell’opposizione, le entrate tributarie complessive avrebbero superato i 151 milioni di eurocon l’IMU che contribuirebbe per oltre 44,2 milionicioè circa il 30% del totale. Le entrate extratributarie includerebbero circa 45 milionidi cui più di 8 milioni derivanti da sanzioni e attività di controllo, in aumento rispetto al passato.

Replica della giunta e punti tecnici

La giunta ha respinto le critiche, sostenendo che equiparare l’aumento dell’indicatore di pressione fiscale a un incremento delle aliquote è una distorsione tecnica. La maggioranza ha evidenziato miglioramenti nella capacità di riscossione e un aumento della spesa per servizi ai cittadini, salita da 1.065 euro pro capite nel 2026 a 1.149 euro nel 2026, oltre a operazioni di estinzione mutui che avrebbero ridotto il debito pro capite.

Sul fronte della TARIl’amministrazione ha riconosciuto aumenti ma ha precisato che derivano da delibere degli anni precedenti e che per il 2026 il Comune ha sostenuto le agevolazioni previste regolamentarmente, estendendo per il 2026 le fasce ISEE con diritto a riduzioni. Riguardo all’incremento delle sanzioni della Polizia Locale, la giunta ha richiamato l’ammodernamento degli strumenti di rilevazione e l’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada (dicembre 2026), che ha inasprito alcune pene; inoltre almeno il 50% dei proventi da sanzioni è destinato a finalità vincolate previste dalla normativa.

Il confronto politico resta aperto: la minoranza invita a rivedere le priorità tra sviluppo economico e carico fiscale, mentre la maggioranza difende la sostenibilità finanziaria e i livelli dei servizi resi ai cittadini. Sullo sfondo rimane la richiesta, espressa dall’ordine del giorno, di contrastare misure che possano introdurre criteri morali nella fiscalità e di promuovere un quadro normativo chiaro per attività legali ma socialmente controverse.

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