La notizia della scomparsa di Carlo Petrini ha suscitato reazioni immediate nel mondo agroalimentare. Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi e noto enologo orvietano, ha voluto ricordare la figura di Petrini mettendo in luce il suo ruolo di punto di riferimento nel racconto del rapporto tra uomo, terra e cibo. Nel messaggio indirizzato all’associazione, Cotarella ha definito Petrini una mente capace di parlare alle coscienze, una voce che ha saputo trasformare pratiche agricole e scelte alimentari in questioni etiche.
Un interprete della cultura agroalimentare
Secondo Cotarella, la perdita di Petrini rappresenta la scomparsa di uno dei massimi interpreti della cultura agroalimentare contemporanea. Dalla fondazione di Slow Food e della rete Terra Madre, Petrini ha perseguito l’idea che il cibo non sia solo nutrimento ma anche dignità culturale e identità comunitaria. Questa visione ha portato a valorizzare produzioni locali, sapori tradizionali e saperi contadini, promuovendo un dialogo tra produttori e consumatori che ha influenzato pratiche agricole e scelte politiche in diversi paesi.
Qualità come rispetto
Un punto ricorrente nel ricordo di Cotarella è stato l’accento sulla nozione di qualità: per Petrini, spiega il presidente di Assoenologi, la qualità non era un lusso ma un atto di rispetto. Rispetto per la natura, per il lavoro umano, per le tradizioni e per le comunità che custodiscono i territori. Questo approccio ha contribuito a riaprire il dibattito sul valore etico delle produzioni agricole e sull’importanza di sostenere modelli che preservino la ricchezza di varietà e conoscenze locali.
Difensore della biodiversità e della sostenibilità
Cotarella ha ricordato anche l’impegno di Petrini come promotore instancabile della biodiversità e della sostenibilità rurale. La capacità di collegare ambiente ed etica ha cambiato il modo in cui molte persone guardano alla produzione del cibo: non più un processo puramente economico, ma una pratica che intreccia cura del paesaggio, tutela delle specie e conservazione di pratiche millenarie. Per Cotarella, Petrini è stato un punto di riferimento per chi lavora nel vino, nell’agricoltura e nell’enogastronomia, fornendo una bussola morale in tempi di trasformazione.
Voce per le future generazioni
Nel rimarcare la dimensione educativa della sua azione, Cotarella ha sottolineato come Petrini abbia parlato spesso di responsabilità verso il pianeta e di dovere intergenerazionale. L’idea che la transizione ecologica non sia una moda ma una necessità morale emerge come uno dei capisaldi del suo pensiero. Questo messaggio si è rivolto non solo agli addetti ai lavori, ma anche alle comunità e ai consumatori, promuovendo scelte più consapevoli e legate a un concetto di qualità che integra ambiente, cultura e convivialità.
Un ricordo concreto: il congresso di Agrigento
Cotarella ha ricordato con particolare emozione l’intervento di Petrini al Congresso nazionale Assoenologi 2026 di Agrigento, dove il fondatore di Slow Food tenne quella che Cotarella definisce una “lezione di pensiero”. In quell’occasione Petrini invitò tutti a considerare la cura della terra come cura dell’uomo, sottolineando che ogni vigneto e ogni paesaggio raccontano relazioni complesse tra natura e comunità. Il richiamo alla responsabilità verso le future generazioni fu allora formulato con chiarezza, consolidando il suo ruolo di guida intellettuale.
Impatto sul mondo del vino e conclusioni
Per il presidente di Assoenologi la scomparsa di Petrini lascia un vuoto morale nel mondo del vino, dell’agricoltura e dell’enogastronomia. Tuttavia, Cotarella insiste sul fatto che l’eredità di Petrini continuerà a vivere nelle pratiche quotidiane di chi sostiene la qualità, la terra e la cultura del cibo. Questo lascito si traduce in un invito costante ad avere una prospettiva che coniughi etica, tutela ambientale e valorizzazione delle identità locali, elementi che rimarranno punto di riferimento per professionisti e cittadini.
In chiusura, Cotarella definisce Carlo Petrini una figura capace di guardare lontano e di parlare alle coscienze: un uomo la cui opera continuerà ad influenzare scelte e politiche legate al cibo. Il messaggio dell’Assoenologi è di rispetto e continuità: portare avanti le istanze di biodiversità, sostenibilità e cultura rurale che hanno segnato il percorso di Petrini, trasformandole in pratiche concrete quotidiane.