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Perugia celebra la Champions: festa, emozioni e futuro per i Block Devils

Il pullman arriva a Borgonovo e la città esplode: tra bandiere, uno striscione «Campioni di tutto» e l’ultimo match di Max Colaci, Perugia vive un pomeriggio memorabile

Perugia celebra la Champions: festa, emozioni e futuro per i Block Devils

Il rientro dei campioni non è passato inosservato: nel primo pomeriggio il pullman ufficiale è giunto a Borgonovo dopo una tappa a Firenze e la folla ha risposto con un’accoglienza calorosa. Circa 250 tifosi, molti dei quali presenti anche a Torino, si sono raccolti per applaudire la squadra che ha segnato una stagione straordinaria, conquistando i principali titoli nazionali e internazionali.

La festa a Perugia ha avuto il sapore di un riconoscimento collettivo: uno striscione recitava semplicemente “Campioni di tutto”, mentre il capitano Simone Giannelli e lo staff tecnico, guidato da Angelo Lorenzetti, hanno salutato tifosi e cittadinanza. Tra gli applausi si è respirata la consapevolezza di aver assistito a un ciclo di successi costruito con lavoro e compattezza.

Accoglienza e momenti salienti

All’arrivo, la scena è stata dominata dall’emozione: Giannelli è sceso dal pullman con la coppa in mano, simbolo del trionfo in Champions League, e la città ha risposto con cori e bandiere. Il tecnico Lorenzetti è stato salutato come il timoniere che ha modellato la squadra, trasformando talento e dedizione in risultati concreti. Tra i protagonisti della giornata c’è stato anche Max Colaci, il libero che ha chiuso la carriera da giocatore con il titolo europeo e la nomina a Mvp della finale per la sua performance difensiva e la capacità di guidare la seconda linea.

Presenze e addii

La sfilata dei protagonisti ha incluso giocatori che potrebbero cambiare destinazione e altri che resteranno, con l’attenzione rivolta in particolare a nomi come Wassim Ben Tara, Yuki Ishikawa, Roberto Russo e Oleh Plotnytskyi. L’ucraino è stato molto richiesto dai tifosi ma non si è sbilanciato sul futuro, lasciando aperta la possibilità di proseguire con il club. Nel frattempo la priorità rimane la celebrazione meritata: prima la festa, poi le decisioni sul prossimo ciclo.

La finale e il dominio in campo

La vittoria in Final Four a Torino è stata netta e convincente: la Sir Sicoma Monini Perugia ha chiuso entrambe le partite con parziali decisi, inclusa la finale terminata 3-0 con i set 29-27, 25-18, 25-15. I Block Devils hanno espresso superiorità nei fondamentali, dal servizio alla ricezione, passando per un muro efficiente e una efficacia d’attacco intorno al 55%. La guida tecnica di Giannelli è emersa come elemento strategico per la gestione dei cambiopalla e per distribuire punti tra gli attaccanti.

Statistiche e protagonisti della finale

Nella partita decisiva si sono distinti numeri e nomi: l’opposto tunisino Ben Tara ha segnato 24 punti, Plotnytskyi ha dato contributi vincenti in battuta e in pipe, mentre Russo e gli altri attaccanti hanno completato un quadro di forza collettiva. Il tabellino ufficiale riporta anche gli arbitri, Ovuka Sinisa e Yovchev Konstantin, e le cifre di squadra: Perugia ha totalizzato 7 muri e 4 ace, con una ricezione positiva che ha facilitato l’alternanza offensiva.

Significato della vittoria e prospettive

Questo nuovo successo internazionale è stato interpretato come la conferma di un progetto sportivo che continua a crescere: per la società del presidente Gino Sirci si tratta di un ulteriore capitolo di prestigio, che rafforza il legame con la città e con la regione Umbria. La stagione, descritta come «incredibile» da alcuni leader del gruppo, non è stata solo una raccolta di trofei ma il frutto di un percorso condiviso, con momenti difficili trasformati in occasioni di crescita.

Il futuro del gruppo

Lo sguardo ora è rivolto oltre la festa: il club dovrà affrontare scelte tecniche e amministrative per mantenere la competitività ai massimi livelli. Il valore principale resta il gruppo, la capacità di allenarsi e interpretare le difficoltà come opportunità. Perugia lascia un’eredità di metodo e risultati, e la città ha dato prova di essere un’alleata fondamentale: dal pubblico che ha riempito il Borgonovo a chi era presente a Torino, la risposta è stata compatta e sentita.

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