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Reazioni a Perugia e Terni per l’ipotesi di accorpamento delle Usl umbre

La prospettiva di un’unica Usl in Umbria ha suscitato la reazione dei sindacati medici, che hanno chiesto un’audizione per «al fine di avere adeguate informazioni relative al nuovo PSR», e una mobilitazione a Terni con una fiaccolata l’11 giugno in piazza della Repubblica.

Reazioni a Perugia e Terni per l’ipotesi di accorpamento delle Usl umbre

La prospettiva di una possibile riorganizzazione della sanità umbra, che prevederebbe l’accorpamento di Usl Umbria 1 e Usl Umbria 2ha innescato nelle ultime settimane una serie di reazioni pubbliche e istituzionali. Nel mirino ci sono le ripercussioni sull’organizzazione dei servizi territoriali e sulla rappresentanza delle comunità locali, con particolare attenzione rivolta alla città di Terni e alla sua capacità di mantenere una voce nelle decisioni regionali.

Da una parte si registra la richiesta formale delle sigle sindacali della dirigenza medica umbre per un confronto istituzionale; dall’altra, la mobilitazione cittadina a Terni, che si è data appuntamento in centro per un momento di protesta civile. Le tensioni si sono concretizzate in due iniziative differenti ma collegate: una richiesta d’audizione in commissione e una fiaccolata in piazza della Repubblica.

Richiesta di audizione delle sigle sindacali mediche

Le organizzazioni sindacali umbre, tra cui AAROIEMACANAAO ASSOMEDCIMOCISL MEDICI e FASSIDinsieme ad altre sigle della categoria, hanno inoltrato una richiesta urgente di audizione alla terza commissione permanente della Regione. Nella loro istanza richiedono trasparenza «al fine di avere adeguate informazioni relative al nuovo PSR» e denunciano di essersi venuti a trovare informati solo tramite i mezzi di comunicazione sulle ipotesi di accorpamento delle due aziende sanitarie territoriali.

Le sigle sottolineano il timore che un’eventuale fusione possa compromettere l’organizzazione e la gestione dei servizi sanitari con ricadute sulle condizioni di lavoro. Nel documento si parla infatti del rischio, osservato in altre regioni, di dover successivamente ripristinare le strutture precedenti dopo aver sperimentato criticità organizzative.

Il tono della richiesta evidenzia anche una critica istituzionale: «questo comportamento si sta dimostrando ancora una volta lesivo del ruolo» delle rappresentanze sindacali, che rivendicano il diritto a essere coinvolte nei processi decisionali in quanto portatrici della voce dei dirigenti medici, veterinari e sanitari.

Mobilitazione civica a Terni e la lettera dei segretari Pd

Nel territorio ternano la preoccupazione si è tradotta in iniziative pubbliche. Per la sera dell’11 giugno è stata organizzata una fiaccolata con raduno in piazza della Repubblicaun appuntamento voluto da comitati civici, associazioni di pazienti, sindacati dei pensionati, comitati di quartiere e alcune forze politiche locali. L’obiettivo dichiarato è richiedere trasparenza e ascolto rispetto a scelte che possono spostare la sede direzionale a Perugia e ridurre così il peso decisionale di Terni.

La lettera dei segretari dei circoli Pd di Terni

I segretari dei circoli del Partito Democratico del comune di Terni — Venturi, Leopoldi, Patalocco, Ribiscini, Piermatti e Piccinini — hanno inviato una lettera ai vertici del partito regionale, provinciale e comunale e alla responsabile nazionale sanità, Marina Serenichiedendo di farsi interpreti della preoccupazione dei territori. Nel loro documento i firmatari affermano che qualsiasi ipotesi di accorpamento rappresenterebbe «una scelta sbagliata» che rischia di compromettere l’equilibrio territoriale del sistema sanitario regionale e di ridurre la capacità di risposta ai bisogni locali.

La missiva insiste sul principio che decisioni che riguardano la salute pubblica non possano essere calate dall’alto senza un preventivo coinvolgimento delle forze politiche di maggioranza e senza una accurata valutazione degli effetti sui servizi e sui lavoratori. I segretari chiedono quindi al partito di attivarsi per sollecitare un confronto effettivo prima che venga presa qualunque decisione.

Le ragioni della protesta e il rischio per la rappresentanza territoriale

Chi ha promosso la mobilitazione ternana sottolinea che il problema non riguarda immediati tagli ai servizi, ma la perdita di capacità decisionale futura. Una sede direzionale spostata verso la provincia di Perugia potrebbe spogliare Terni di ruoli strategici nella programmazione, negli investimenti e nell’organizzazione delle reti cliniche, con il rischio di trasformare il territorio in una periferia amministrativa.

Nel dibattito emerge anche la memoria storica di trasferimenti e ridimensionamenti già subiti negli anni precedenti, che alimenta la preoccupazione dei cittadini. La fiaccolata, prevista in tarda serata, vuole essere un segnale pubblico per chiedere che ogni scelta sia valutata anche sulla base dell’equilibrio territoriale e della pari dignità tra le province umbre.

La situazione rimane in evoluzione: da un lato le richieste ufficiali delle sigle sindacali per un confronto istituzionale, dall’altro la pressione della società civile e delle forze politiche locali che chiedono ascolto e garanzie per il futuro della sanità nel territorio ternano e in tutta l’Umbria.

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