Il Movimento 5 Stelle del territorio ternano ha reso pubblica la propria posizione sul progetto del nuovo ospedale a Terni, sottolineando la necessità di non ridurre i numeri di posti letto originariamente previsti. A dirlo, in una nota datata 12 giugno 2026 18:14sono il consigliere comunale Claudio Fiorelliil coordinatore provinciale Daniele Pica e il Gruppo territoriale M5S Terniche definiscono la questione come una scelta strategica di portata territoriale.
Secondo i rappresentanti del movimento, la decisione sul dimensionamento della nuova struttura non può prescindere dal ruolo attuale dell’azienda ospedaliera di Terniche «L’azienda ospedaliera di Terni è un DEA di secondo livello» e serve un bacino d’utenza molto esteso. La posizione del M5S mette in guardia contro proposte che abbasserebbero la dotazione a 450 posti, avvertendo che una simile scelta compromettere- rebbe la funzionalità del nosocomio fin dall’apertura.
Il ruolo territoriale dell’azienda ospedaliera di Terni
Il M5S evidenzia che la struttura ternana è il riferimento per la conca ternana e per intere aree limitrofe come l’Orvietano e lo Spoletino. A ciò si aggiunge la vicinanza con il Reatino«i pazienti del Lazio nord», essendo a soli 30 chilometri da Terni, tendono a rivolgersi alla struttura ternana, aumentando il flusso verso il pronto soccorso. Questa dinamica, secondo Fiorelli e Pica, rende imprescindibile un numero di posti letto adeguato per far fronte alla domanda reale.
Carico sugli accessi e insufficienza dei posti
Nel commento degli esponenti del movimento è chiaro che «Già oggi i posti letto a disposizione sono insufficienti» per coprire le esigenze dei reparti. Il messaggio è che progettare una nuova sede con meno risorse letto rispetto a quelle necessarie equivale a consegnare un ospedale già sotto pressione. Per il M5S, mantenere l’ambizione progettuale è condizione per trasformare Terni in un hub sanitario attrattivo lungo la direttrice tra Roma e Firenze.
Integrazione con Narni-Amelia e ruolo dell’Usl
Il Gruppo territoriale M5S individua nel nuovo ospedale di Narni-Amelia un elemento strategico solo se pensato in complementarietà con Terni. La proposta concreta è che la struttura di Narni-Amelia venga tolta dalla gestione diretta dell’Usl e inserita nell’ambito dell’azienda ospedaliera di Ternicreando così un modello a due stabilimenti interconnessi. In questo assetto, Narni-Amelia potrebbe concentrarsi su prestazioni a minore intensità, day hospital, day surgery, lungodegenze e una terapia riabilitativa intensivaalleggerendo la pressione sui reparti ternani.
Questa opzione di integrazione è presentata come mezzo per costruire un sistema ospedaliero in cui i ruoli siano chiari: Terni mantenerebbe le funzioni ad alta complessità, mentre Narni-Amelia farebbe da filtro. Secondo il M5S, solo con questa articolazione diventa possibile evitare sovraccarichi impropri e garantire maggiore efficienza organizzativa sul territorio.
Potenziamento della medicina territoriale
Accanto alla riorganizzazione ospedaliera, Fiorelli e Pica sollecitano un rafforzamento immediato dei servizi ambulatoriali dell’Usl sul territorio. È definito inaccettabile che cittadini debbano rivolgersi all’ospedale per prestazioni ordinarie come ecocardiogrammi o visite specialistiche che potrebbero essere erogate in modo capillare. Rafforzare la medicina territoriale è presentato come misura necessaria per ridurre la pressione sulle degenze e per restituire centralità alla programmazione sanitaria locale.
Nel richiedere che si mantengano «i 600 posti letto promessi indipendentemente dalle sorti di altri presidi», il M5S punta a un progetto che renda la struttura ternana un DEA di secondo/terzo livello pienamente attrattivo. La posizione del movimento mette insieme numeri, geografia sanitaria e organizzazione dei servizi per argomentare contro qualsiasi ipotesi di ridimensionamento che non tenga conto del reale fabbisogno territoriale.


