La sala parrocchiale di Pantalla si è animata di applausi e sorrisi durante la rappresentazione di Biancaneve e i sette nani, occasione in cui bambini della scuola primaria e ragazzi del Centro Speranza di Fratta Todina hanno condiviso pubblico, scena e impegno. L’evento non è stato soltanto un momento di spettacolo, ma la tappa conclusiva di un percorso progettuale pensato per favorire l’inclusione e le relazioni tra scuola e comunità.
Una comunità che recita insieme
Il progetto, nato con l’obiettivo di usare il teatro come strumento di integrazione, ha accompagnato piccoli e grandi in laboratori, prove e attività collaborative. Sul palco, oltre agli allievi della primaria di Pantalla, sono saliti gli utenti del Centro Speranza, sostenuti dai narratori del gruppo 7 Cervelli — Fabrizio Fabbi e Luca Pellegrini — e dall’interpretazione musicale di Renoir Bellucci. La presenza degli attori e dei musicisti ha reso la messinscena più vivace e ha facilitato la partecipazione.
Il valore educativo del teatro
Mettere in scena una favola nota come Biancaneve ha permesso ai partecipanti di esercitare capacità relazionali come l’ascolto, la collaborazione e la gestione delle emozioni. Il teatro, qui, è inteso non solo come arte performativa ma come un laboratorio di vita che insegna il rispetto delle regole, la risoluzione dei conflitti e il rispetto reciproco.
Un progetto che unisce istituzioni e associazioni
All’iniziativa hanno preso parte diverse figure istituzionali e associative: da Madre Graziella Bazzo, direttrice del Centro Speranza, a Giuseppe Antonucci, presidente dell’associazione Madre Speranza, fino a rappresentanti dell’istituto comprensivo e del Comune. La dirigente scolastica Silvana Raggetti e l’assessore ai servizi sociali Alessia Marta hanno sottolineato come percorsi di questo tipo rinsaldino il rapporto tra scuola e territorio.
Contributi pratici e collaborazione
Il sostegno logistico e pratico è arrivato anche da Ecipa, con la partecipazione delle allieve e di una docente che hanno curato trucco e acconciature per le ragazze del Centro. Questa sinergia ha concretamente agevolato l’inclusione, mostrando come competenze diverse possano convergere per un risultato comune.
Messaggi oltre la scenografia
La rappresentazione ha toccato il pubblico con momenti comici, riflessivi e commoventi. Le incursioni dei 7 Cervelli hanno strappato risate e, nello stesso tempo, facilitato l’accoglienza di contenuti più profondi: la *diversità* come valore, la possibilità di «rompere gli schemi» e la consapevolezza che ogni persona ha qualcosa da offrire. Secondo Giuseppe Antonucci, lo spettacolo ha dimostrato che superare pregiudizi e paure si può, e che la cultura condivisa aiuta a scoprirlo.
Risultati sul piano umano
L’esperienza ha lasciato tracce concrete nei partecipanti: maggiore empatia, fiducia nelle proprie capacità e un senso di appartenenza rafforzato. I bambini hanno imparato a conoscere meglio i loro coetanei e i ragazzi del Centro hanno potuto esprimere talenti e risorse spesso poco visibili nella routine quotidiana.
Prospettive e continuità
Il progetto denominato “Linguaggi diversi, pensiero unico” è stato impostato come un percorso plurimensile di laboratorio teatrale e confronto. L’intenzione degli organizzatori è quella di consolidare iniziative analoghe e ampliare la rete di collaborazione tra scuola, enti locali e associazioni, trasformando un successo isolato in prassi ripetibile.
Il modello sperimentato a Pantalla può diventare esempio per altre realtà: l’unione di competenze educative, artistiche e associative dimostra come la cultura partecipata produca benefici sia sul piano formativo sia su quello sociale. Rafforzare questi legami è una strategia concreta per promuovere inclusione e cittadinanza attiva.
In conclusione, la giornata dedicata a Biancaneve ha messo in luce la forza del fare insieme: quando scuola, associazioni e territorio lavorano fianco a fianco, il palcoscenico diventa non solo spazio di rappresentazione, ma laboratorio di crescita e di trasformazione sociale.


