Nel pomeriggio di domenica 20 settembre, la Piazza Inferiore della Basilica di San Francesco ad Assisi è stata teatro di una spettacolare infiorata realizzata dagli infioratori di Spello. L’opera, lunga 15 metri quadrati, ha reinterpretato l’immagine ufficiale del Cortile di Francesco 2026 conferendo al luogo sacro un vibrante manto floreale.
Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte figure istituzionali di rilievo: fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento di Assisi, e fra Giulio Cesareo, responsabile della Sala stampa; il sindaco di Spello Moreno Landrini e il vicesindaco David Pieroni; per l’Associazione Le Infiorate di Spello il vicepresidente Gianni Donati, il tesoriere Daniele Santarelli e diversi consiglieri comunali.
Il lavoro degli artigiani floreali
Circa venti infioratori di Spello hanno messo a disposizione la loro maestria per dare forma a un disegno complesso, supportati da alcuni turisti e visitatori che hanno partecipato attivamente nei laboratori aperti al pubblico dei giorni 18 e 19 settembre. Queste attività, denominate “Creare con i Fiori. Atelier dell’arte dell’Infiorata”, hanno offerto a chiunque la possibilità di cimentarsi nelle tecniche tradizionali, dalla preparazione dei petali alla disposizione compositiva.
Coinvolgimento di adulti e bambini
Durante i due giorni di lavoro, adulti e bambini hanno potuto avvicinarsi al processo creativo imparando a riconoscere le varietà floreali più adatte e a sperimentare la manualità richiesta per un risultato armonioso. La partecipazione di giovani ha sottolineato la dimensione educativa di quest’arte effimera, trasformando la semplice decorazione in un vero e proprio laboratorio di creatività e collaborazione.
Un patrimonio culturale condiviso
L’intervento di Spello al Cortile di Francesco non è stato solo un momento estetico, ma ha rappresentato anche un’importante occasione di scambio culturale. I visitatori hanno potuto osservare da vicino come la tradizione dell’infiorata, radicata nella storia umbra, si coniughi con la contemporaneità, mantenendo vive competenze artigianali tramandate di generazione in generazione.
L’opera, pur destinata a svanire con il tempo, lascia un’impronta duratura nella memoria collettiva di chi ha assistito al suo svolgimento. Il risultato finale, visibile per poche ore, ha mostrato come l’arte dei fiori possa trasformare spazi sacri in scenari di straordinaria bellezza, celebrando al contempo il legame tra la cittadinanza di Spello e la spiritualità di Assisi.



