Negli ultimi dibattiti locali il Pd di Terni ha messo in campo una proposta articolata per il futuro dell’assistenza ospedaliera nella provincia. Al centro c’è l’idea di un presidio a Terni pensato come ospedale di riferimento dotato delle tecnologie più avanzate, affiancato dal nuovo centro di Narni-Amelia all’interno della stessa azienda ospedaliera con funzioni differenziate. Le dichiarazioni pubbliche sono state presentate da Leopoldo Di Girolamoaffiancato dal segretario provinciale Carlo Trappolinoe hanno ripreso numeri e confronti con altre realtà regionali.
La proposta non si limita a slogan: contiene indicazioni sulle funzioni cliniche, una stima dei posti letto e una riflessione sull’organizzazione amministrativa ispirata a esperienze come quella della Sardegna. Nel contesto politico locale compaiono anche risposte alle iniziative del centrodestra e commenti rivolti alla guida regionale del partito, con cifre sui tesseramenti e riferimenti temporali precisi.
Progetto e numeri: Terni come hub ad alta specialità
Il fulcro dell’idea è un ospedale «nuovo di zecca e il più moderno dell’Umbria», destinato a concentrare alta specialità e chirurgia di precisione a Terni, mentre il presidio di Narni-Amelia ospiterebbe attività come medicina, chirurgia d’elezionelungodegenza e riabilitazione. Sul piano numerico l’ex sindaco ha tracciato una previsione precisa: «450, uniti ai 140 previsti per Narni-Amelia». Questa cifra viene proposta come più coerente rispetto ad altre ipotesi circolate, che parlavano di strutture attrezzate fino a 600 posti letto; i promotori sottolineano che quei numeri metterebbero in crisi il rapporto tra posti e popolazione di riferimento stimata.
Confronti demografici e congruità delle stime
Nel ragionamento del Pd ternano i calcoli demografici sono fondamentali: si citano popolazioni di riferimento di circa 180 mila cittadini per il bacino di Terni e, sommando anche Narni-Amelia, una platea intorno a 280 mila. Su questi dati la proposta dei 450 posti letto a Terni più i 140 di Narni-Amelia viene ritenuta «più che plausibile», mentre le ipotesi che portano a un totale analogo a 600 posti vengono indicate come «fuori da ogni parametro» rispetto agli standard di sostenibilità finanziaria e alle possibili soluzioni di mutuo per l’opera.
Organizzazione aziendale e riferimento alla Sardegna
I riferimenti al modello organizzativo sono un altro nodo della proposta. Per Di Girolamo l’assetto amministrativo dovrebbe essere distinto dalla gestione dei servizi sanitari: «In Sardegna la parte amministrativa, deputata a funzioni che riguardano concorsi, accreditamenti, gare, formazione, andrebbe attribuita a un’agenzia regionale e separata dalla gestione socio sanitaria in capo alle Usl e ai distretti». L’idea è quindi di affidare competenze amministrative centralizzate a un organismo regionale, lasciando alle Usl e ai distretti il compito di erogare le prestazioni sanitarie.
Questo approccio è presentato come utile per snellire procedure complesse e per evitare sovrapposizioni fra gestione amministrativa e operativa. Nel contempo viene esclusa, con parole nette, la prospettiva di una Usl unica regionale: «La questione non esiste», ha affermato Di Girolamo, spiegando che per modificare l’assetto istituzionale servirebbe cambiare la normativa regionale di riferimento, mentre il Piano sociosanitario regionale resta uno strumento di programmazione sui servizi.
Il quadro politico e le reazioni
Accanto agli aspetti tecnici emergono le tensioni politiche: Carlo Trappolino ha definito la discussione sulla Usl unica come qualcosa che «non è all’ordine del giorno», sostenendo che certi temi vengano strumentalizzati per spostare l’attenzione. Il segretario provinciale ha anche sottolineato il passato politico del centrodestra a livello regionale, rimarcando che «Questa destra ha governato l’Umbria per cinque anni» e criticando alcune iniziative dell’opposizione.
Sul fronte del partito locale è stato inoltre citato un dato di organizzazione interna: il Pd afferma di aver raggiunto il 54% dei tesserati nel periodo da aprile ad oggi, cifra utilizzata per ribadire l’impegno politico e la capacità di mobilitazione in vista dell’assemblea regionale che il partito è stato invitato a tenere a Terni verso la fine giugno. Un passaggio istituzionale di rilievo è anche il voto unanime dell’assemblea provinciale del Pd, avvenuto il 22 maggioche ha adottato il documento programmatico sul tema della sanità presentato dai Dem ternani.
Le proposte messe sul tavolo mirano a incrociare esigenze cliniche, sostenibilità finanziaria e un’organizzazione amministrativa ritenuta più efficiente, mantenendo al centro la difesa dei servizi locali per la comunità di Terni e dell’area di Narni-Amelia.


