La Culla per la Vita è tornata operativa a Perugia collocata nei pressi del Residence Daniele Chianelli. Questo presidio moderno riprende la funzione della storica «ruota degli esposti»: offrire un luogo sicuro dove un neonato possa essere lasciato e subito preso in carico da personale sanitario, evitando situazioni di pericolo grave per la vita del bambino o per la madre.
La riattivazione è stata possibile grazie alla sinergia tra la Regione Umbria e l’Azienda ospedaliera di Perugia che hanno predisposto procedure tecniche e logistiche per assicurare il trasferimento rapido del piccolo alle cure intensive neonatali. Durante la visita istituzionale la presidente Stefania Proietti ha sottolineato: “E’ necessario mettere in atto una campagna informativa in sinergia con il servizio sanitario regionale” per promuovere consapevolezza e corretto utilizzo del presidio.
Caratteristiche tecniche del presidio e gestione dell’emergenza
La postazione è allestita con una culla termica mantenuta alla temperatura adeguata e dotata di sensori che rilevano peso e temperatura, oltre a telecamera interna e sistema di allarme. Dal punto di vista operativo, un pulsante apre il vano in cui si trova il presidio: la porta resta aperta per 20 secondi e si richiude automaticamente se non viene rilevato alcun movimento, riducendo il rischio di esposizione prolungata. Se il neonato viene adagiato, i sensori attivano i dispositivi necessari e un allarme notifica la Centrale Operativa del 118 permettendo l’intervento immediato dei soccorsi e il trasferimento alla Terapia Intensiva Neonatale dell’Azienda ospedaliera di Perugia.
Flussi di intervento e verifica a distanza
La presenza della videocamera interna consente agli operatori sanitari di valutare le condizioni del neonato in attesa dell’arrivo del personale, mentre una seconda culla termica da trasporto è pronta per il trasferimento urgente. Questo assetto tecnico serve a ridurre i tempi di risposta e a garantire che il bambino riceva immediatamente le cure necessarie senza passaggi procedurali che possano ritardare l’assistenza.
Ruolo sociale dell’iniziativa e richieste di informazione pubblica
La funzione della culla non è solo sanitaria ma anche sociale: offre una possibilità concreta a chi si trova in una gravidanza difficile o non desiderata, senza dover ricorrere a scelte pericolose. Associazioni locali hanno richiamato l’attenzione sul fatto che l’attivazione del presidio dovrebbe essere accompagnata da campagne informative più ampie. In particolare, l’Udi Perugia ha segnalato l’assenza di iniziative parallele riguardo al parto in anonimato al momento della riapertura, ricordando che “il parto in anonimato è l’unica strada tutelante, legalmente riconosciuta e sicura” e ribadendo che “si può partorire in ospedale, anche se minorenni“.
Queste osservazioni mettono in luce come la culla rappresenti un elemento della rete di tutela, ma non possa sostituire del tutto l’informazione e i servizi di supporto alla maternità. La presidente Stefania Proietti ha quindi richiamato la necessità di sinergia nel comunicare alle comunità le opportunità offerte dal sistema sanitario regionale e dalle strutture coinvolte.
Il presidio vicino al Residence Daniele Chianelli si inserisce in un contesto locale che già vede coopera- zione tra enti sanitari e realtà di assistenza: gli stessi spazi assistono bambini malati di leucemia e altre patologie gravi e la culla intende aggiungere una possibilità di salvezza immediata per i neonati in pericolo. In questo modo si coniuga una risposta tecnica con una scelta etica per la comunità che vuole ridurre eventi tragici legati all’abbandono.
La riattivazione della Culla per la Vita a Perugia è quindi un intervento che combina tecnologia, organizzazione ospedaliera e impegno istituzionale per tutelare i più vulnerabili. Resta aperta la questione della comunicazione pubblica e del rafforzamento dei canali informativi rivolti alle donne in difficoltà: secondo le autorità coinvolte, campagne di sensibilizzazione coordinate con il servizio sanitario regionale sono elementi chiave per rendere note le alternative sicure e legali a scelte estreme.



