Il 5 ottobre 2026 la Usl Umbria 1 ha annunciato l’attivazione di un protocollo innovativo che consente di eseguire risonanze magnetiche in totale sicurezza su soggetti con pacemaker o defibrillatori impiantabili. Fino a poco tempo fa tali esami dovevano essere affidati a centri extra-regionali, con conseguenti disagi per i pazienti e costi aggiuntivi per il sistema sanitario.
Un percorso costruito su collaborazione multidisciplinare
Il progetto è nato grazie all’impegno congiunto di 15 professionisti appartenenti a diverse branche: cardiologi, radiologi, tecnici di radiologia medica, fisici sanitari e infermieri. Ogni figura ha contribuito a definire una serie di procedure standardizzate che garantiscono sia la precisione diagnostica sia la tutela del dispositivo impiantato.
Chi ha partecipato allo sviluppo
Cardiologi e fisici sanitari hanno curato la parte di riprogrammazione temporanea del dispositivo, mentre i radiologi hanno adattato i parametri della macchina per ridurre al minimo l’interferenza magnetica. I tecnici di radiologia medica e il personale infermieristico hanno assicurato il monitoraggio costante del paziente durante l’intera durata dell’esame.
Prime applicazioni cliniche sul territorio
Il protocollo è stato messo alla prova il 22 settembre presso l’ospedale di Città di Castello dove è stata eseguita con successo la prima risonanza magnetica cardiaca su un paziente dotato di defibrillatore. Un secondo caso è già programmato per martedì 6 ottobre all’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino dimostrando la prontezza operativa del nuovo percorso.
Dettagli della procedura
Prima dell’esame il dispositivo viene temporaneamente riprogrammato con apparecchiature dedicate, riducendo il rischio di malfunzionamenti dovuti al forte campo magnetico. Durante la scansione, il paziente è costantemente monitorato tramite elettrocardiogramma e sistemi di allarme, e al termine dell’esame il device viene riportato alle impostazioni originarie.
Benefici per la sanità regionale
Grazie a questo approccio integrato i cittadini umbri non dovranno più ricorrere a strutture fuori regione per esami di alta complessità. Il servizio è stato rafforzato anche dalla recente attivazione del centro Spoke a Città di Castello, dotato di una risonanza magnetica di ultima generazione acquistata con i fondi del lascito Mariani.
“Questo importante risultato dimostra come l’innovazione in sanità nasca innanzitutto dalla capacità di fare squadra”, afferma Emanuele Ciotti direttore generale della Usl Umbria 1. “Il merito va a tutti i professionisti coinvolti: hanno messo a fattor comune esperienza clinica, competenze tecnologiche e organizzative, offrendo una prestazione altamente specialistica che migliora concretamente l’offerta sanitaria del territorio”.
Il nuovo protocollo rappresenta non solo un traguardo per la Cardiologia ma anche un modello di integrazione tra diversi reparti ospedalieri. La sinergia tra cardiologia, radiologia, fisica sanitaria, infermieristica e tecnico-sanitaria dimostra come, attraverso la collaborazione, sia possibile garantire cure più sicure, innovative e vicine alle esigenze dei cittadini, riducendo al contempo la dipendenza da strutture extra-regionali per prestazioni di elevata complessità.



