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Progetto in Albania: Cotarella per la valorizzazione dei vitigni autoctoni

Il progetto affidato a Riccardo Cotarella punta a costruire un'identità enologica per l'Albania attraverso ricerca, formazione e promozione sui mercati internazionali

Progetto in Albania: Cotarella per la valorizzazione dei vitigni autoctoni

Il 24 maggio 2026 segna l’inizio di una nuova fase per la viticoltura albanese: l’enologo orvietano e docente universitario Riccardo Cotarella è stato incaricato dal primo ministro Edi Rama di coordinare un piano organico volto a portare i vini dell’Albania alla ribalta internazionale. L’iniziativa mette al centro tre elementi chiave: qualità, identità territoriale e innovazione, con l’obiettivo di trasformare risorse locali in prodotti riconoscibili e competitivi sui mercati esteri.

Il progetto, anticipato dal premier in un’intervista al Corriere della Sera, nasce dalla convinzione che aree meno note possano offrire sorprendenti opportunità. Per Cotarella la strategia è chiara: lavorare su territori considerati marginali per recuperare e valorizzare una specificità locale che, opportunamente studiata e promossa, può diventare elemento distintivo. Questo approccio unirà ricerca scientifica, collaborazione con aziende locali e politiche di formazione e enoturismo.

Obiettivi e approccio tecnico

Il piano prevede una fase iniziale di studio e mappatura dei territori più vocati, che comprenderà analisi dei suoli, approfondimenti climatici e indagini sul dna delle uve per valutare l’adattabilità dei vitigni. Tra le varietà identificate come strategiche figurano il Kallmet (rosso simbolo dell’area di Scutari), il Shesh i Zi, il Shesh i Bardhe, il Vlosh e il Puls. L’insieme di queste attività punta a costruire una identità enologica autenticamente albanese, fondata su caratteristiche pedoclimatiche e genetiche riconoscibili.

La mappatura dei territori

La fase di mappatura sarà condotta con strumenti scientifici che includono analisi chimiche e fisiche dei suoli, rilievi climatici e studi di adattamento varietale. L’uso del monitoraggio e delle tecnologie di analisi del dna delle viti consentirà di identificare le migliori combinazioni tra vitigno e microclima, fondamentale per ottenere vini con personalità territoriale. Questo lavoro creerà la base per decisioni agronomiche mirate e per future certificazioni di origine e qualità.

La cantina sperimentale e il centro di ricerca

Un punto centrale del progetto sarà la realizzazione di una cantina sperimentale all’interno dell’Università di Tirana, dotata di un laboratorio per le analisi del suolo e del vino. Questa struttura sarà pensata come un hub scientifico e formativo, capace di erogare corsi, supportare aziende locali e fungere da riferimento per tecnici e giovani professionisti. Tra i soggetti coinvolti figurano il rettore Fatbardh Sallaku, il ministro dell’Economia Delina Ibrahimaj, l’importatrice e ambasciatrice del progetto Erjola Braha e l’enologo Rodolfo Rizzi.

Tempistiche, alleanze e risultati attesi

I tempi operativi variano a seconda degli interventi: i nuovi impianti avranno bisogno di almeno cinque o sei anni per entrare a piena produzione, mentre accordi con cantine già esistenti permetteranno di ottenere risultati più rapidi, nell’ordine di due o tre anni. Il piano prevede quindi una doppia corsia: investimenti a lungo termine per nuovi impianti e collaborazioni immediate con aziende locali per accelerare la presenza dei vini albanesi sul mercato.

Formazione, enoturismo e ricadute economiche

Oltre alla produzione, il progetto guarda alla creazione di valore attraverso formazione e enoturismo. La nascita di figure professionali locali specializzate e la promozione del territorio sono considerate leve capaci di generare occupazione e reddito. Cotarella sottolinea che non si tratta solo di produrre vino, ma di creare una cultura del territorio che sappia valorizzare storia, territorio e sapori, favorendo anche uno scambio più intenso con il mercato italiano e altri mercati internazionali.

In sintesi, l’iniziativa coordinata da Riccardo Cotarella rappresenta un progetto ambizioso che combina ricerca, formazione e promozione per costruire una nuova pagina nella storia della viticoltura albanese. Con un piano strutturato e partner istituzionali al fianco del mondo produttivo, l’obiettivo è trasformare potenzialità in qualità riconosciuta, offrendo ai consumatori vini capaci di raccontare un territorio e la sua identità.

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