Nel cuore dell’Umbria, il Mercato delle Gaite di Bevagna si prepara a celebrare un capolavoro artistico dedicato a San Francesco. L’opera, intitolata La predica agli uccelli di San Francesco è stata realizzata dal maestro Alessandro Gattuso e rappresenta un omaggio profondo alla figura del Santo di Assisi.
Gattuso ha spiegato che l’opera desidera essere memoria storica, ricerca artistica, devozione spirituale e testimonianza culturale. Un’opera nata per essere osservata e interrogata, che pone una domanda antica e universale: chi era davvero Francesco d’Assisi?
L’ispirazione dal Sacro Speco di Subiaco
Per realizzare questo Palio, Gattuso ha scelto di partire dal ritratto più antico e attendibile di San Francesco, l’affresco custodito presso il Sacro Speco del monastero di Subiaco. Questo affresco, databile ai primi decenni del XII secolo, rappresenta il Santo durante il suo passaggio a Subiaco al seguito del Cardinale Ugolino.
L’artista ha studiato approfonditamente i tratti somatici dell’affresco, cercando di non immaginare San Francesco ma di ascoltarlo. Attorno a questa figura si sviluppa l’intero linguaggio simbolico del dipinto, con due angeli nel cielo, presenze silenziose e custodi del messaggio francescano.
I simboli e il messaggio
Al centro dell’opera compare un’antica iscrizione latina del Santo che ricorda come il Creatore abbia concesso agli uccelli la purezza dell’aria. Molteplici specie di uccelli popolano la scena, alcuni in volo, altri raccolti nella quiete della predicazione. Alle spalle del Santo, un grande sole domina la composizione, evocando il Cantico delle Creature e la luce universale del creato.
Il sole non è solo una presenza pittorica, ma un simbolo di vita e responsabilità. Gattuso ricorda che amare la nostra casa significa proteggerla proteggerne i cieli, le acque, gli alberi, gli animali e la bellezza fragile e irripetibile.
Bevagna e il paesaggio francescano
Sul lato dell’opera appare il borgo umbro di Bevagna luogo profondamente legato a Francesco e alla tradizione della predicazione agli uccelli. Un albero accompagna lo sguardo verso le dolci colline umbre, ove si scorge un fiume appena accennato in lontananza, quasi un respiro lieve del paesaggio francescano.
La figura del Santo, con la tonsura, rappresenta dinamismo e intensità narrativa. In fondo al Palio, la dedica alla città ricorda il significato più profondo dell’opera: in un tempo in cui l’umanità sembra smarrire il senso della misura, il messaggio di Francesco ci parla con attualità e ci invita alla pace, alla semplicità e al rispetto.



