Gerace si prepara a ospitare un evento unico nel suo genere, dedicato all’eredità di San Francesco d’Assisi. L’incontro, intitolato “Le forme della perfetta letizia” si terrà il 12 agosto 2026 nel suggestivo cortile di Casa Spanò.
Promosso dall’Associazione ICare e dall’Associazione Culturale Tabula Rasa l’evento non sarà una semplice conferenza, ma un dialogo aperto tra spiritualità, storia dell’arte, immagini, parola poetica e musica. Un’occasione per esplorare come il francescanesimo abbia trasformato il volto dell’Occidente medievale.
Il francescanesimo come nuovo modo di guardare il mondo
Al centro dell’incontro ci sarà il francescanesimo inteso non solo come esperienza religiosa, ma come un nuovo modo di guardare il mondo e di comunicarlo. Si parlerà del rapporto con il creato, della scelta della povertà, della forza della parola volgare, della centralità dell’Eucaristia e della capacità dei frati di tradurre questi principi nelle forme dell’arte e dell’architettura.
Creato e creature negli occhi di Francesco d’Assisi
Fra’ Giuseppe Murdaca, frate minore, sacerdote e acquerellista, interverrà sul tema “Creato e creature negli occhi di Francesco d’Assisi”. La sua riflessione si concentrerà sullo sguardo francescano verso la natura e sulla relazione tra contemplazione, bellezza e responsabilità dell’uomo nei confronti del creato.
Messaggio e forma: le architetture dei francescani
Lo storico dell’arte Attilio M. Spanò, che ha dedicato una parte significativa delle proprie ricerche alla presenza francescana nel Mezzogiorno e in Calabria, proporrà l’intervento “Messaggio e forma: le architetture dei francescani”. Il punto di osservazione privilegiato sarà proprio Gerace, con particolare attenzione alla chiesa di San Francesco d’Assisi e agli insediamenti minoritici del XIII secolo.
La lettura dell’edificio geracese consentirà di interrogarsi su una questione più ampia: esiste davvero un’“architettura francescana” oppure è più corretto riconoscere una particolare grammatica dello spazio? Dalla collocazione degli insediamenti tra margine e città alla grande aula destinata alla predicazione, dal rapporto fra povertà e bellezza alla concentrazione dello sguardo verso il luogo eucaristico, l’architettura sarà letta come uno dei linguaggi attraverso i quali il francescanesimo rende comprensibile il proprio messaggio.
Un viaggio attraverso il tempo e la cultura
Il percorso attraverserà il rapporto fra francescanesimo e cultura angioina nel Mezzogiorno, le suggestioni provenienti dalla tradizione gioachimita, l’esperienza dell’Osservanza e, infine, la presenza dei Cappuccini a Gerace. Un viaggio che mostra come alcune esigenze, come povertà, predicazione, rapporto con il territorio e centralità dell’Eucaristia, siano rimaste costanti nel tempo.
A moderare e raccordare le diverse prospettive sarà Alessandro Lutri, professore associato di discipline demoetnoantropologiche all’Università di Catania. La serata sarà arricchita dalla presenza dell’attore Francesco Migliaccio, che darà voce al Cantico delle Creature e dalla pianista Gabriella Cataldo, che accompagnerà la recitazione creando una trama musicale capace di restituire al testo francescano la sua dimensione poetica e contemplativa.
La scelta del cortile di Casa Spanò intende contribuire al carattere raccolto e dialogico dell’appuntamento: non una celebrazione affidata soltanto alla memoria storica, ma un’occasione per interrogarsi sulla sorprendente attualità di alcune intuizioni di Francesco d’Assisi.
Può la povertà generare bellezza? Può un edificio parlare una lingua “volgare”, rendendo accessibile attraverso lo spazio un pensiero complesso? E può la “perfetta letizia” assumere persino una forma architettonica? Sono alcune delle domande intorno alle quali si costruirà la serata geracese.



