I primi dieci minuti dopo un incidente sono decisivi. La differenza la fa una sequenza chiara di azioni, eseguite senza panico. L’obiettivo non è fare i soccorritori, ma mettere in sicurezza la scena allertare correttamente il 112 e raccogliere le informazioni fondamentali per autorità e assicurazioni. Ogni gesto va misurato: in Umbria, tra strade extraurbane veloci e tratti in galleria gli errori si pagano in secondi e in metri di frenata.
Questa guida offre un protocollo pratico da seguire subito, distinguendo cosa fare e cosa evitare. Non sostituisce formazione sanitaria o corsi di primo soccorso: indica la rotta fino all’arrivo dei professionisti.
Mettere in sicurezza la scena: primi 2 minuti
1) Arrestare il veicolo in un punto più sicuro possibile, attivare le quattro frecce e indossare il giubbotto alta visibilità prima di scendere. Su E45, SS75 o SS3 Flaminia, spostarsi oltre il guardrail o sulla banchina larga: l’esposizione in carreggiata è il rischio maggiore. Evitare curve cieche e creste di colline.
2) Posizionare il triangolo alla distanza adeguata: fuori città almeno 100 metri (più se la visibilità è ridotta), in città 50 metri. In galleria non usare il triangolo se espone a traffico: meglio attivare luci, chiudere la corsia con le quattro frecce e segnalare dal nicchione SOS o da una piazzola di emergenza.
Chiamare il 112: cosa dire, in che ordine
3) Chiamare il Numero Unico 112 indicando: a) posizione precisa (strada, direzione, km progressivo se visibile su paline o colonnine SOS), b) numero e stato apparente dei coinvolti, c) presenza di rischi immediati (fuoco, perdite, traffico in galleria). Su tratti umbri citare riferimenti come “E45, direzione Perugia, tra le uscite di Ponte San Giovanni e Collestrada”.
4) Restare in linea e seguire le domande a scaletta dell’operatore. Non chiudere la chiamata finché non viene indicato. Se si è testimoni e non direttamente coinvolti, offrire il proprio contatto per eventuale richiamo delle forze dell’ordine.
Valutare i rischi senza improvvisare soccorsi
5) Avvicinarsi ai veicoli solo se l’area è stabile traffico rallentato, nessuna perdita di carburante, nessun fumo. Se c’è odore di benzina, spegnere il quadro solo se si può farlo senza forzare portiere o piegarsi tra corsie. Vietato fumare o usare fiamme libere. In galleria, premere il pulsante allarme della colonnina: attiva ventilazione, illuminazione e avvisa il centro di controllo.
6) Parlare con i feriti senza muoverli. Chiedere il nome, verificare se sono coscienti e respirano, rassicurandoli. Non rimuovere caschi non estrarre persone da veicoli bloccati, non somministrare cibo, acqua o farmaci. Se una persona non respira o perde coscienza, l’operatore del 112 guiderà le manovre di base: seguire esclusivamente le istruzioni ricevute.
Gestire il traffico: differenze tra aperto e galleria
7) All’aperto, organizzare un cono di sicurezza auto con quattro frecce, triangolo, eventuale torcia o luce lampeggiante rivolta ai veicoli in arrivo. Tenere i curiosi lontani. Se si è in gruppo, assegnare ruoli: uno alla chiamata, uno al contatto con i feriti uno alla segnalazione del pericolo a monte.
8) In galleria, priorità assoluta alla protezione collettiva fermare i veicoli oltre il punto dell’incidente, spegnere i motori, lasciare le chiavi inserite e attendere istruzioni dagli altoparlanti o dalla Polizia Stradale. Non fare inversioni, non procedere in retromarcia, non attraversare la galleria a piedi se non verso le uscite di emergenza segnalate in verde. Se presente fumo, restare bassi, coprire naso e bocca e seguire la segnaletica luminosa.
Raccogliere le informazioni: essenziali ma legali
9) Documentare solo il necessario: foto larghe della scena, posizione veicoli danni visibili, tracce a terra, segnaletica, condizioni meteo. Inquadrare i chilometrici e gli accessi (svincoli, gallerie). Evitare di pubblicare immagini sui social: possibile violazione della privacy e interferenza con le indagini.
10) Scambio dati: nome e cognome, targa, compagnia assicurativa numero di polizza, contatti. Annotare anche eventuali testimoni con telefono. Per i veicoli commerciali, fotografare logo e numero del mezzo. Se intervengono Carabinieri, Polizia Stradale o Polizia Locale, prendere il numero del rapporto e il comando di riferimento.
Cosa evitare sempre: errori che moltiplicano i rischi
– Non fermarsi in mezzo alla corsia per “dare un’occhiata”: spostare il veicolo o proseguire fino alla prima piazzola sicura, poi tornare a piedi sul margine protetto.
– Non oltrepassare il guardrail verso scarpate o terreni instabili.
– Non spostare oggetti o veicoli se non per eliminare un pericolo immediato: si alterano tracce utili alla ricostruzione.
– Non discutere dinamiche o “colpe” sulla carreggiata: rimandare a quando la zona è sicura e con forze dell’ordine presenti.
– Non guidare all’indietro in galleria o su viadotti della E45/SS75: rischio di tamponamenti a catena.
Note specifiche per strade umbre e gallerie
Sui grandi assi regionali come E45 e SS75 la velocità media è elevata: aumentare le distanze di segnalazione e, se possibile, far indossare il giubbotto a ogni passeggero prima di farlo scendere dietro il guardrail. Sulla SS3 Flaminia e sui valichi con gallerie (ad esempio il Valico della Somma), usare colonnine SOS e uscite di emergenza: forniscono posizione precisa e attivano sistemi dedicati. In caso di pioggia intensa o nebbia tra Foligno, Spoleto e Terni, privilegiare luci d’emergenza continue e segnalazioni a distanza maggiore, evitando soste in prossimità di curve o rampe di svincolo.
In zone collinari e secondarie, dove mancano banchine, la scelta migliore è allontanarsi di qualche decina di metri dal margine stradale e attendere i soccorsi in un punto sopraelevato e visibile. Se l’incidente coinvolge moto, non toccare caschi o protezioni: limitarsi a creare una zona cuscinetto con i mezzi a monte, sempre in sicurezza.
Dopo i dieci minuti: cosa preparare in attesa dei soccorsi
Confermare al 112 ogni cambiamento (nuovi rischi, peggioramento di un ferito), mantenere il canale aperto con l’operatore e tenere pronti documento, libretto, modulo CAI o app assicurativa. Se richiesto, predisporre una corsia di emergenza per l’arrivo di ambulanza e forze dell’ordine, guidando i presenti a liberare la traiettoria. Restare calmi, proteggere la scena e non improvvisare manovre sanitarie: il compito è garantire sicurezza e informazioni chiare fino all’arrivo dei professionisti.



