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Icona “Stigmate” di Bruno Ceccobelli, regalo di Assisi a Mattarella

Scopri come una piccola icona in silicone comunica il messaggio universale di san Francesco.

Icona “Stigmate” di Bruno Ceccobelli, regalo di Assisi a Mattarella

Il 4 ottobre 2026 la Città di Assisi ha reso pubblico un dono istituzionale destinato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Si tratta di un’opera d’arte contemporanea, intitolata Stigmate realizzata per onorare l’ottavo secolo dalla morte di san Francesco, patrono d’Italia. L’evento si è svolto nella sala consiliare del palazzo comunale con la partecipazione di autorità civili, membri delle Famiglie francescane e del curatore del progetto, Clarissa Sirci.

L’icona “Stigmate” di Bruno Ceccobelli: arte e spiritualità

L’autore dell’opera, Bruno Ceccobelli è un artista umbro di fama internazionale. Ha definito il suo lavoro «come immagine capace di tradurre il valore spirituale, etico e universale del francescanesimo, attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea». Questa dichiarazione riassume l’intento dell’artista: trasformare una tradizione religiosa in un linguaggio visivo attuale, senza perdere la profondità del messaggio originario.

Il concetto di “Stigmate” e la citazione ufficiale

La scelta del titolo risponde direttamente alla frase «Per gli ottocento anni del transito di san Francesco» inserita nella nota del Comune. Essa collega la commemorazione storica al simbolismo delle mani benedicenti, che richiamano le stigmatizzazioni di Francesco. L’opera diventa così un ponte tra passato e presente, un segno duraturo di fraternità e speranza.

Materiali umili e simbolismo della composizione

Per rispecchiare i valori di povertà e semplicità dell’ordine francescano, Stigmate è stata realizzata con materiali di recupero un supporto di cartoncino, silicone, bacchette di legno, tempera acrilica e spray. Le dimensioni dell’opera originale sono di 34 per 22 centimetri ma ne sono stati prodotti formati diversi, ognuno unico. I colori scelti richiamano la “Madre Terra”, con una predominanza di giallo, il cosiddetto “Frate Sole” citato nel Cantico delle Creature.

Le mani stigmatizzate al centro

Al centro dell’icona due mani si intrecciano, una delle quali presenta le tradizionali stigmate. Questo dettaglio simboleggia la fraternità e l’eredità di san Francesco, trasmettendo un messaggio di cura per il creato e di dialogo universale. L’intera opera è presentata in una scatola di cartone, con lo stemma della Città di Assisi in rilievo e una citazione dal Cantico delle Creature a sottolineare l’intento spirituale.

Cerimonia di consegna: coinvolgimento istituzionale

Durante la presentazione, il sindaco di Assisi Valter Stoppini ha sottolineato che «la Città di Assisi ha affidato il messaggio universale del santo a un’icona artistica del maestro Bruno Ceccobelli». Ha inoltre evidenziato come l’opera unisca la spiritualità francescana all’arte contemporanea valorizzando materiali semplici per promuovere temi cari al “Poverello”: semplicità, rispetto per il creato, dialogo e fratellanza. L’icona, quindi, non è solo un oggetto commemorativo, ma una traccia permanente che supera le festività del 2026, testimoniando la continuità della presenza di san Francesco nel cuore della città e dell’intera umanità.

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