Il viaggio cinematografico di Francesco Loreti, noto al pubblico come Omo Nero, sbarca in televisione: l’annuncio del 27 maggio 2026 conferma la messa in onda del docufilm La Via per Tawam in prima serata. Dopo l’accoglienza in sala e la selezione ai festival, questa tappa porta l’opera direttamente nei salotti regionali, con la visione programmata per venerdì 29 maggio alle ore 21.15 su Umbria Tv. Il progetto unisce il fascino del viaggio a motore alla riflessione personale, offrendo allo spettatore un’esperienza che conserva il ritmo della strada anche a casa.
Il protagonista del film non è solo il conducente ma anche la sua motocicletta: la fedele BMW soprannominata Bucefalo. In quasi un secolo ideale di ispirazioni e chilometri reali, il racconto filmico mette a confronto paesaggi, incontri e la fatica della traversata. La programmazione televisiva rappresenta per molti l’opportunità di recuperare un percorso mostrato al Teatro Pavone di Perugia (anteprima sold out a gennaio) e nelle successive proiezioni al cinema Méliès, oltre alla menzione al Ostia International Film Festival.
Il percorso: dall’Europa fino a Tawam
La mappa del viaggio descritta nel film segue un tracciato che parte dall’Europa e attraversa i Balcani fino al Bosforo, poi prosegue in Turchia e si addentra nell’ampiezza storica dell’Iran, con una pianificazione doganale curata nei dettagli, per concludersi nella regione nota come Tawam (la città di Al Ain nell’Emirato di Abu Dhabi). L’itinerario è raccontato con uno sguardo che alterna la descrizione pratica a momenti di contemplazione: il film documenta la geografia del tragitto così come le sensazioni suscitate da strade, confini e paesaggi che mutano.
Tappe e numeri
Nel corso dell’impresa, l’autore e la sua moto hanno accumulato una cifra impressionante: 567mila chilometri percorsi in decine di Stati e su tre continenti. Questi numeri diventano nel documentario lo sfondo di storie minime, incontri inaspettati e situazioni che richiedono adattamento continuo. La durata complessiva del film, indicata come 90 minuti, è pensata per mantenere un ritmo sostenuto ma anche per lasciare spazio a scene di paesaggio e riflessione.
Pianificazione e imprevisti
Dietro l’apparente libertà del viaggio on the road si nasconde un lavoro di logistica accurato: visti, procedure doganali e scelte di percorso sono elementi che nel film emergono come fattori determinanti. L’autore sottolinea come, soprattutto per l’attraversamento dell’Iran, sia stata necessaria una meticolosa preparazione. Allo stesso tempo il documentario mostra che gli imprevisti sul percorso sono parte integrante dell’avventura e diventano materia narrativa, trasformando difficoltà in spunti di racconto.
Dal cinema al piccolo schermo: la vita del docufilm
La Via per Tawam non è rimasta confinata alle sale: dopo l’anteprima nazionale al Teatro Pavone e le proiezioni al Méliès, la pellicola ha ottenuto visibilità anche nel circuito dei festival come l’Ostia International Film Festival. Il passaggio alla televisione regionale amplia il pubblico e rende accessibile un lavoro che cerca l’equilibrio tra narrazione personale e sguardo documentaristico. In precedenza altre avventure di Omo Nero, come il viaggio nel Kurdistan iracheno, erano approdate anche su piattaforme streaming come Amazon Prime Video, dimostrando una vocazione alla condivisione del racconto.
Perché vale la pena guardarlo
Il documentario è pensato sia per gli appassionati di viaggi in moto sia per chi cerca storie intense di scoperta: mette in scena l’attrazione per il mondo e la complessità degli incontri oltre confine. L’autore ricorda di essersi mosso spinto dalle suggestioni dei racconti di Robert Byron, un richiamo alla storia dei viaggi orientali che diventa spunto per rileggerli a distanza di tempo. Per chi non ha potuto assistere alle proiezioni in sala, la trasmissione su Umbria Tv venerdì 29 maggio alle 21.15 rappresenta l’occasione per immergersi in un’avventura visiva senza rinunciare alle emozioni del percorso reale.



