La Regione Umbria sta per avviare una nuova era per la cultura con un piano di investimenti senza precedenti. Con un budget di 31 milioni di euro per il triennio 2026-2028 la Regione intende sostenere e valorizzare il settore culturale in tutte le sue forme.
L’iniziativa è stata presentata al teatro Morlacchi di Perugia un evento che ha segnato l’inizio di una rivoluzione copernicana nel modo di gestire e promuovere la cultura in Umbria. La presidente Stefania Proietti e il vicepresidente Tommaso Bori insieme alla coalizione Patto Avanti hanno sottolineato l’importanza della cultura come strumento di crescita economica e sociale.
Un piano triennale per sostenere la cultura
Dal mese di luglio fino a novembre, partiranno i bandi che sosterranno vari settori culturali, dalle rievocazioni storiche alle imprese creative dai musei ai live club. Questo piano triennale, alternato a strumenti annuali, mira a garantire continuità, libertà di accesso e stabilità al settore culturale.
“Elementi che saranno, necessariamente, un enorme volano economico come testimonia l’Umbria dell’ultimo anno e mezzo”, ha dichiarato la coalizione Patto Avanti. La Regione Umbria punta sulle reti e sull’innovazione, con l’obiettivo di fare della cultura un pilastro fondamentale per lo sviluppo regionale.
Un modello di governance partecipativa
Il piano culturale si inserisce nel contesto del documento “Umbria 2030: Patto per il futuro della Regione”, preadottato dalla Giunta regionale. Questo documento, fortemente voluto dalla presidente Stefania Proietti delinea un percorso per costruire un modello di governance partecipativa per lo sviluppo.
Le finalità del documento sono duplice: definire una visione comune ancorata ai principi di sostenibilitàinnovazione e coesione sociale e promuovere un dialogo istituzionale tra i principali attori sociali, economici ed istituzionali del territorio. La Regione Umbria intende coinvolgere istituzioni, parti sociali, imprese, università, mondo della scuola e cittadini, con particolare attenzione alle categorie più fragili e ai giovani.
“Quello che serve in questo momento è un nuovo paradigma di sviluppo basato sull’ascolto, il confronto, la concertazione e l’individuazione di risposte e soluzioni condivise”, ha affermato la presidente Stefania Proietti. “Per raggiungere questo obiettivo è necessaria la partecipazione di tutti i soggetti protagonisti umbri, il mondo produttivo, i sindacati, le associazioni, le università, i portatori di interesse e solo insieme a loro si può costruire un nuovo modello di sviluppo per il futuro della nostra comunità regionale.”
Il documento “Umbria 2030” mira a costruire un modello di sviluppo e di coesione sociale guidato e connesso all’Agenda 2030, i cui obiettivi sono stati correlati alle linee strategiche di mandato e agli obiettivi di missione contenuti nel Documento di economia e finanza regionale (Defr).



