La gestione della sanità regionale in Umbria è finita sotto la lente dell’opposizione. Con un’interrogazione formale alla Giunta regionale, il consigliere di Fratelli d’Italia Matteo Giambartolomei solleva dubbi rilevanti sull’organizzazione interna della Direzione Salute e Welfare, puntando il dito su problemi di personale, su uffici senza guida stabile e sul possibile blocco di risorse europee destinate all’assistenza territoriale.
La questione non è soltanto amministrativa: riguarda servizi che assorbono la maggior parte del bilancio regionale e che impattano direttamente su migliaia di cittadini e operatori. Nel corso dell’interrogazione vengono richiamati numeri e situazioni che, se confermati, descrivono una Direzione in evidente difficoltà operativa.
Organico e incarichi: quali sono i vuoti
Secondo la ricostruzione presentata dall’esponente di opposizione, la Direzione sarebbe articolata in undici servizi effettivi, ma opererebbe con soli sei dirigenti in pianta stabile. Questo squilibrio porta a coprire quasi la metà delle posizioni di vertice con incarichi ad interim, una soluzione temporanea che, nella pratica, può ridurre la continuità decisionale e la responsabilità amministrativa.
Il caso del Servizio Programmazione
Particolarmente grave, nella ricostruzione, è la situazione del Servizio Programmazione dell’assistenza territoriale, considerato strategico per la riorganizzazione delle cure sul territorio. Nonostante la conclusione di una procedura concorsuale, il servizio risulterebbe ancora privo di una guida stabile, con possibili ripercussioni sulla capacità di pianificare e avviare progetti fondamentali per le cure di prossimità.
Nuove sezioni e personale di riferimento
La riorganizzazione avviata dalla Giunta avrebbe previsto l’istituzione di quaranta nuove sezioni, ma cinque risultano al momento scoperte. A questo si somma il progressivo trasferimento o l’uscita di funzionari storici: un fenomeno che, secondo Giambartolomei, riduce il capitale di esperienza interno e alimenta un senso di malessere organizzativo tra il personale.
Effetti pratici sui servizi e sulle procedure
La carenza di figure dirigenziali e le difficoltà organizzative non rimangono confinate ai soli assetti burocratici: incidono direttamente su attività operative quali le assunzioni, la programmazione sanitaria e la gestione delle liste d’attesa. Rallentamenti in questi ambiti possono tradursi in ritardi per i cittadini e in un peggioramento della capacità di risposta del sistema sanitario regionale.
Assunzioni e liste d’attesa
I dossier per l’ingresso di nuovo personale medico e infermieristico e i piani per contenere le attese diagnostiche e terapeutiche sarebbero tra i più colpiti. In un contesto in cui la sanità regionale impegna oltre l’80% del bilancio, ogni ritardo amministrativo assume un peso concreto sulla qualità dei servizi erogati.
Il rischio sul Pnrr e le ricadute economiche
Forse l’aspetto più delicato riguarda i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Giambartolomei denuncia che oltre 40 milioni di euro, destinati al potenziamento dell’Assistenza Domiciliare Integrata e alla realizzazione di Case e Ospedali di Comunità, rischierebbero di restare bloccati per colpa di lentezze burocratiche e della mancanza di una struttura direttiva pienamente operativa.
Il mancato utilizzo tempestivo di queste risorse non solo comprometterebbe progetti fondamentali per la medicina territoriale, ma potrebbe anche mettere a rischio il rispetto degli obiettivi previsti dai piani nazionali di investimento, con conseguenze sia sanitarie sia finanziarie per la Regione.
Critiche politiche e distanza tra annunci e pratica
Oltre ai problemi organizzativi, la denuncia politica si allarga a una contestazione di metodo: secondo l’opposizione, la narrazione pubblica della Giunta sulla necessità di certe scelte economiche e riorganizzazioni non coinciderebbe con i fatti sul territorio. Viene ricordato come in passato l’aumento dell’addizionale Irpef sia stato motivato dal bisogno di coprire un presunto disavanzo, poi ridimensionato dalle successive verifiche contabili.
Per il consigliere, questo divario tra comunicazione politica e realtà amministrativa alimenta sfiducia tra cittadini e operatori, soprattutto quando promesse di liste d’attesa più corte e maggiore efficienza restano incompiute.
Conclusioni e possibili sviluppi
La richiesta di chiarimenti presentata con l’interrogazione punta a ottenere risposte ufficiali dalla Giunta regionale e a capire come si intende affrontare il nodo delle dirigenze scoperte e dello sblocco dei fondi Pnrr. A livello pratico, le scelte che verranno adottate nelle prossime settimane determineranno la capacità della Regione di mettere in sicurezza progetti territoriali e attività quotidiane dell’assistenza sanitaria.
Nel frattempo, resta aperto il dibattito politico sul bilanciamento tra riorganizzazione amministrativa e continuità gestionale: una sfida che, se non gestita con rigore, potrebbe avere impatti concreti sulla salute e sulla fiducia degli umbri.


