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Convegno a Palermo su denatalità, restanza e futuro dei giovani

A Palermo, all'Addaura Hotel Village e Congressi, si è svolto un convegno su denatalità e disagio giovanile organizzato da I Sud del Mondo, con interventi di Saverio Romano e Luca Bianchi

Convegno a Palermo su denatalità, restanza e futuro dei giovani

Un convegno promosso da I Sud del Mondo ha riunito a Palermo rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e della società civile per discutere due nodi intrecciati: la denatalità e il disagio giovanile. L’incontro, ospitato all’Addaura Hotel Village e Congressi ha posto l’ascolto diretto dei giovani al centro del dibattito, proponendolo come primo passaggio per comprendere gli ostacoli che rallentano l’autonomia e la genitorialità.

Presentazioni, partecipanti e il libro «Transage»

Nel corso della giornata è stato presentato il volume Transage opera di Saverio Romano. Romano è intervenuto in collegamento video, ricoprendo la carica di presidente nazionale di Noi moderati e della commissione bicamerale per la Semplificazione. Presente da remoto anche Luca Bianchi direttore generale di Svimez. A coordinare i lavori è stato Pompeo Torchia presidente di I Sud del Mondo che ha spiegato la scelta tematica dell’evento. Tra le osservazioni centrali emerse dall’apertura: “Siamo voluti partire da questi temi, denatalità e disagio giovanile, che hanno uno sviluppo importante per l’Italia”.

Il ruolo dell’ascolto

La discussione ha insistito sul valore dell’ascolto come leva per formulare soluzioni adeguate. Secondo gli organizzatori, il dialogo diretto con i giovani è fondamentale per individuare le cause pratiche che impediscono il loro progetto di vita, dalla difficoltà a trovare un lavoro stabile alla mancanza di servizi essenziali. In questo contesto, la presentazione del libro ha offerto uno spunto teorico per ripensare modelli generazionali e misure di politica sociale.

Proposte e posizioni di chi è intervenuto

Saverio Romano ha sostenuto che la denatalità richiede un cambiamento di paradigma: “la nostra società tra 10-20 anni non sarà più la stessa: dobbiamo porci il tema della denatalità, che si può risolvere solo affrontandolo sin da adesso e può cambiare solo cambiando il paradigma della nostra società; l’immigrazione di massa non può essere la soluzione.” Ha proposto di abbattere alcune barriere anagrafiche e di ripensare regole come il diritto di cumulo per la pensione, considerando che l’organizzazione delle età nella società dovrebbe permettere a trentenni e quarantenni di vivere in condizioni più sostenibili.

Osservazioni sul mercato del lavoro

Romano ha inoltre sottolineato trasformazioni del mercato del lavoro: l’abbandono del posto fisso e la desertificazione di concorsi pubblici, insieme alla presenza del lavoro in nero, hanno mutato lo scenario occupazionale. Questi fattori, secondo il suo intervento, incidono sulle prospettive familiari e sulla disponibilità a mettere su famiglia.

Restanza, mobilità e dati Svimez

Luca Bianchi ha richiamato l’attenzione sul concetto di restanza integrandolo con la libertà di movimento: “La libertà di movimento è cercare opportunità laddove ci sono; la restanza si è indebolita negli ultimi decenni”. Nel suo intervento è emersa la convinzione che mobilità e permanenza siano diritti complementari: spostarsi per studio o lavoro arricchisce, ma trattenere capitale umano richiede offerte occupazionali stabili e servizi funzionanti.

Il dato demografico e le conseguenze territoriali

Bianchi ha richiamato il dato numerico che fotografa la perdita di giovani: ogni anno dal Mezzogiorno se ne allontanano circa 60mila. Questo fenomeno, ha spiegato, rischia di innescare una frattura nella tenuta sociale dei territori, con la possibile migrazione anche degli anziani in seguito alla fuga dei più giovani. La presenza e la qualità dei servizi – dall’offerta sanitaria a quella formativa – sono fattori chiave per evitare lo spopolamento.

Nel dibattito sono emerse proposte concrete avanzate da Svimez come la costruzione di incentivi fiscali temporanei per favorire il trattenimento dei laureati nel Sud e misure per aumentare i salari reali dei giovani che scelgono di rimanere. L’obiettivo dichiarato è creare condizioni di lavoro stabili, remunerative e con opportunità di crescita per rendere la restanza una scelta sostenibile.

Il convegno ha infine ribadito l’importanza di un approccio integrato che combini politiche sociali, investimenti infrastrutturali e interventi mirati sulle condizioni di lavoro per invertire tendenze demografiche e contrastare il disagio giovanile. Tra gli spunti emersi, permane la necessità di ascoltare i giovani per costruire un “patto 2050” che persegua il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle future generazioni.

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