In una lettera aperta al sindaco di Terni, Leopoldo Bandecchi, Stefano Lupi, presidente di Confcommercio Terni, solleva importanti questioni sul futuro del commercio nella città. Lupi non si limita a difendere le istanze della sua categoria, ma propone una visione condivisa per il benessere urbano.
La missiva nasce dalla preoccupazione per la possibile apertura di un nuovo centro commerciale a Borgo Rivo e dalla necessità di affrontare la situazione del commercio a Terni in modo strategico e lungimirante.
La saturazione commerciale e l’impatto sul territorio
Lupi sottolinea che Terni è già caratterizzata da una presenza significativa di medie e grandi superfici di vendita. Secondo lui, il territorio è prossimo al collasso a causa della saturazione commerciale. Ogni nuova apertura, infatti, contribuisce alla chiusura progressiva dei negozi di vicinato con conseguenze negative sulla vita sociale e urbana.
“Una città senza negozi è più povera”, evidenziando che ogni saracinesca abbassata rappresenta non solo la fine di un’attività economica, ma anche una vetrina spenta, una strada meno frequentata e un quartiere più fragile. Il commercio di vicinato è una componente essenziale della città, un ecosistema che rende una comunità più viva ed attrattiva.
Le domande concrete
Lupi invita le istituzioni a porsi domande concrete sull’impatto delle nuove aperture commerciali. Quanti nuovi posti di lavoro vengono creati? Quanti ne vengono persi nel commercio esistente? Qual è l’impatto sulla viabilità? Quali sono le conseguenze sul consumo di suolo? Quanto traffico aggiuntivo viene generato? Quale effetto produce un nuovo insediamento sulla rete commerciale dei quartieri e del centro cittadino?
Queste domande non sono ideologiche, ma pratiche e necessarie per comprendere l’effetto cumulativo delle superfici commerciali già presenti sul territorio. Lupi sostiene che lo sviluppo non consiste nell’aggiungere metri quadrati di vendita, ma nel creare valore senza impoverire ciò che già esiste.
L’importanza del commercio di vicinato
Il commercio di vicinato, composto da negozi, artigiani, bar, ristoranti e attività specializzate, è una parte fondamentale dell’ecosistema urbano. Lupi ritiene che il tema non possa essere affrontato esclusivamente in termini di superfici disponibili, investimenti annunciati o numero di posti di lavoro promessi.
“Il commercio di vicinato è una componente essenziale della città”, afferma Lupi, sottolineando che ogni nuova superficie commerciale non rappresenta automaticamente benessere. Una città commerciale forte non concentra l’offerta in grandi poli, ma mantiene un equilibrio tra grandi strutture, medie superfici e rete del piccolo commercio.
Terni ha bisogno di equilibrio e di una politica commerciale capace di guardare al medio e lungo periodo. Lupi invita il Comune, insieme alle istituzioni regionali e alle categorie economiche, sociali e sindacali, ad aprire un confronto vero sul futuro di Terni, evitando sterili partigianerie.
La rigenerazione del centro cittadino e dei quartieri, il riuso degli spazi commerciali esistenti e il sostegno alle imprese già operanti sul territorio sono elementi chiave per un futuro sostenibile. Lupi chiede una moratoria ragionata ed una verifica complessiva sull’effettiva necessità di nuove medie e grandi superfici, accompagnate da una valutazione seria degli effetti economici, urbanistici e sociali sul territorio.



