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Chiusura allevamento suini Umbria: la decisione del Consiglio di Stato

La Società Agricola del Trasimeno contesta la chiusura del proprio allevamento di suini, sostenendo il rispetto delle normative ambientali. Il Consiglio di Stato ha confermato l'ordine di chiusura.

Chiusura allevamento suini Umbria: la decisione del Consiglio di Stato

La vicenda dell’allevamento di suini situato al confine tra Magione e Corciano, in Umbria, continua a suscitare dibattiti e polemiche. La Società Agricola del Trasimeno ha recentemente rotto il silenzio con un comunicato stampa in cui respinge fermamente le accuse mosse contro di essa, ricostruendo la propria versione dei fatti.

La controversia ha visto contrapposti l’allevamento, la Regione Umbria e l’imprenditore Brunello Cucinelli con il Consiglio di Stato che ha confermato l’ordine di chiusura dell’allevamento. La Società Agricola del Trasimeno ha sempre sostenuto di operare nel pieno rispetto della normativa ambientale e di aver adottato tutte le migliori tecniche disponibili.

La posizione della Società Agricola del Trasimeno

Nel comunicato stampa, l’azienda ha preso le distanze dalle contestazioni riguardanti presunti odori nauseabondi e problemi ambientali. “Non sussiste alcuna problematica ambientale”, affermano i titolari, “e nessuno è costretto a vivere circondato da quell’odore nauseabondo”.

La questione centrale della disputa non riguarda presunti abusi ambientali, ma una questione tecnico-burocratica legata all’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Secondo la normativa, l’AIA è obbligatoria per allevamenti con più di 2.000 capi suini da produzione. La Società Agricola del Trasimeno aveva suddiviso l’attività in due strutture formalmente separate: una da 600 capi e una da 1.980 capi.

La decisione del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità del provvedimento regionale, che impone la chiusura dell’allevamento entro 180 giorni. Tuttavia, la battaglia legale potrebbe non essere ancora conclusa, con un ricorso pendente al Tar Umbria e una prossima udienza fissata al 22 settembre.

La decisione del Consiglio di Stato si basa su un’accurata istruttoria condotta dall’Arpa Umbria e dalla polizia locale, che ha evidenziato la continuità fondiaria, la viabilità interna e l’utilizzo promiscuo della cella frigorifera come elementi che dimostrano la presenza di un unico complesso produttivo.

Il ruolo di Brunello Cucinelli

La Brunello Cucinelli S.p.A. e la Castello di Solomeo Società Agricola Semplice si sono costituite in giudizio a fianco della Regione e dell’Arpa, presentando un esposto nel per denunciare criticità ambientali registrate nei terreni vicini alla frazione medievale di Solomeo.

Secondo quanto emerso, gli allevamenti non si trovano nel territorio comunale di Corciano, ma le problematiche ambientali causate da più di 2.000 suini a poca distanza dal borgo del cachemire erano un problema reale. La comunità di Vignaia aveva già tentato di far ascoltare la voce dei residenti, costretti a vivere circondati da quell’odore nauseabondo.

La Società Agricola del Trasimeno rivendica con forza la propria storia e identità, sottolineando il profondo legame con il territorio e la volontà di difendere un’attività che rappresenta un’eredità familiare tramandata nel tempo. “I titolari dell’Agricola del Trasimeno sono imprenditori onesti che da ben 4 generazioni portano avanti, con grandi sacrifici, ma con orgoglio, un’attività apprezzata che intendono fermamente consegnare alle prossime generazioni”, si legge nella nota.

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