La tre giorni del Caccia Village si è svolta al polo fieristico Umbriafiere di Bastia Umbra, richiamando appassionati, operatori e istituzioni. L’evento, in calendario dal 16 al 18 maggio 2026, ha offerto momenti espositivi, incontri formativi e iniziative di promozione della cultura venatoria, mettendo al centro temi come la gestione della fauna e la valorizzazione della filiera della selvaggina. Dalle presenze registrate è emersa una spinta verso il ricambio generazionale e una volontà di dialogo tra mondo venatorio, agricolo e istituzioni locali.
La manifestazione ha mostrato una crescita della componente under 35 nelle registrazioni, stimata attorno al 60% in più rispetto alle rilevazioni precedenti, segnale di interesse rinnovato tra le nuove generazioni. In parallelo si è rafforzata la partecipazione istituzionale e interregionale: oltre all’Umbria hanno preso parte delegazioni di Toscana, Calabria, Campania e Sardegna. Questo mix di presenze ha trasformato la fiera in un luogo non solo commerciale ma anche di confronto su politiche faunistiche, formazione e pratiche di tutela del territorio.
Partecipazione, espositori e offerta del settore
La rassegna ha ospitato circa 300 aziende tra armerie, produttori di abbigliamento venatorio, artigiani, operatori di viaggi di caccia e fornitori di servizi per la ruralità. Gli stand hanno spaziato dall’armamento e ottiche professionali alle attrezzature per il tempo libero, offrendo un panorama rappresentativo del comparto. In questa cornice, i visitatori hanno potuto conoscere prodotti e servizi, approfondire tecniche e normative e avviare contatti professionali utili per la filiera. L’area espositiva è stata pensata per facilitare l’incontro tra domanda e offerta, con dimostrazioni pratiche e spazi dedicati alla divulgazione.
Il ruolo dei giovani e della formazione
Tra le novità emerse si è distinto l’aumento della partecipazione giovanile, accompagnato da momenti formativi e incontri dedicati alle nuove licenze e alla pratica responsabile della caccia. Il contatto con le nuove generazioni è stato supportato da iniziative divulgative volte a trasmettere competenze tecniche e valori etici: il concetto di caccia responsabile come pratica legata alla conoscenza del territorio e al rispetto delle normative è stato ripetutamente sottolineato dagli organizzatori e dai relatori presenti.
Istituzioni, associazioni e collaborazioni territoriali
La manifestazione ha visto la presenza di rappresentanti politici e dei principali enti del mondo venatorio. Al taglio del nastro erano presenti il ministro Lollobrigida, il sottosegretario Emanuele Prisco, l’assessore regionale Simona Meloni e il sindaco di Bastia Umbra Erigo Pecci, insieme a delegazioni parlamentari e regionali. Anche le associazioni di categoria hanno avuto un ruolo centrale: sia le sigle nazionali che i presidenti territoriali hanno condiviso analisi e proposte, promuovendo il confronto su norme, gestione faunistica e rapporti con il mondo agricolo.
Partecipazione istituzionale e sinergie regionali
Per la prima volta le società partecipate della Regione Umbria — Afor, 3A – Parco tecnologico agroalimentare e Umbraflor — hanno presenziato con uno stand unificato per mettere a fuoco temi comuni come la valorizzazione della filiera della selvaggina e il benessere animale. Questo approccio unitario ha evidenziato la volontà di costruire percorsi condivisi tra enti pubblici, associazioni e operatori privati, valorizzando le eccellenze locali e definendo pratiche sostenibili per la gestione del territorio.
Programmi culturali e iniziative di approfondimento
Il calendario ha incluso talk, workshop e dimostrazioni pratiche, con la partecipazione di Fondazione UNA che ha proposto un programma specifico su temi come il ruolo sociale del cacciatore, il primo soccorso del cane da caccia e buone pratiche per la conservazione della piccola fauna stanziale. Questi interventi hanno mirato a rafforzare la professionalità degli operatori e a promuovere un’immagine della pratica venatoria fondata su competenza e rispetto dei territori.
Eventi enogastronomici e filiera
Accanto agli incontri tecnici, la fiera ha ospitato show-cooking e degustazioni in collaborazione con realtà specializzate nella cucina con carni selvatiche, offrendo uno sguardo sulla filiera alimentare sostenibile. Le attività gastronomiche hanno messo in luce aspetti di tracciabilità, trasformazione e valorizzazione delle materie prime locali, contribuendo a connettere cultura venatoria e tradizione culinaria in un percorso divulgativo aperto al pubblico.



