Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e presidente della Provincia, è al centro di un vivace dibattito politico e sociale. Le sue recenti dichiarazioni sulla cittadinanza italiana e le riorganizzazioni interne alla maggioranza stanno facendo discutere.
Bandecchi ha espresso la sua preoccupazione per l’invecchiamento della popolazione italiana e l’arrivo di extracomunitari, proponendo un blocco immediato del rilascio della cittadinanza italiana. ‘Meglio l’estinzione che regalare l’italianità’, ha scritto sui social, suscitando reazioni contrastanti.
La proposta di Bandecchi sulla cittadinanza
Il sindaco ha spiegato all’ANSA che l’Italia sta affrontando una situazione complessa, con un’invasione di extracomunitari che non riesce a essere gestita in modo coordinato. ‘Dobbiamo togliere a tutti immediatamente l’illusione che arrivare in Italia vuol dire diventare cittadini italiani’, ha dichiarato. Bandecchi ha sottolineato l’importanza di riconoscere il lavoro dei nostri antenati che hanno costruito la nazione.
Il leader di Alternativa Popolare ha criticato l’idea di sinistra di riconoscere la cittadinanza con superficialità. ‘Per me il blocco delle cittadinanze è un elemento fondamentale per ricominciare a avere le idee chiare’, ha aggiunto, affermando che l’estinzione potrebbe essere una conseguenza.
Bandecchi ha anche condiviso la sua esperienza lavorativa all’estero, sottolineando che non ha mai sentito il bisogno di chiedere la cittadinanza di altri paesi. ‘Perché sono italiano, vado là al lavoro, pago le tasse, faccio le cose che devo fare, rispetto le loro leggi, non gli rompo sulle loro religioni. Ma poi voglio essere cittadino di dove sono nato, cioè italiano’, ha dichiarato.
Le riorganizzazioni politiche a Palazzo Spada
Nel frattempo, la geografia politica della maggioranza a Palazzo Spada sta cambiando. Andrea Sterlini, Andrea Colasanti, Federica Mengaroni e Marina Severoni hanno lasciato il gruppo consiliare di Alternativa Popolare per formare un nuovo gruppo chiamato ‘Con Bandecchi per Terni’.
Il nuovo gruppo sarà guidato da Marina Severoni come capogruppo, con Andrea Sterlini come vice. I quattro consiglieri hanno dichiarato che il loro obiettivo è imprimere un nuovo impulso all’attività amministrativa nella parte conclusiva del mandato. Hanno sottolineato la necessità di rendere l’azione della maggioranza più coordinata, incisiva e trasparente.
Marina Severoni ha collegato la scelta anche alle recenti posizioni politiche espresse dal sindaco sul futuro di Alternativa Popolare a Terni. I quattro consiglieri hanno ribadito il loro sostegno a Bandecchi e al programma amministrativo con cui l’attuale maggioranza si era presentata agli elettori.
Le reazioni delle opposizioni
Il Partito Democratico ha criticato la nascita del nuovo gruppo, definendola un sintomo di una crisi politica che accompagna stabilmente l’amministrazione comunale. I democratici hanno chiesto chiarezza sulla fisionomia politica della maggioranza e sul progetto che la tiene insieme.
Fratelli d’Italia, invece, ha scelto di spostare il confronto dai cambiamenti politici ai risultati amministrativi. Il centrodestra ha indicato una serie di questioni sulle quali dovrebbe concentrarsi il dibattito, tra cui il nuovo ospedale, il Teatro Verdi, lo sviluppo industriale ed economico, il centro cittadino, il turismo, l’università, le infrastrutture, l’ambiente, l’adattamento climatico, la sicurezza e le grandi opere.
Il futuro della maggioranza a Terni
La nascita di ‘Con Bandecchi per Terni’ non ha provocato una crisi numerica della maggioranza, ma ha sollevato domande sulla coesione politica della coalizione che governa Terni. La nuova denominazione riporta direttamente il nome di Bandecchi al centro dell’identità del gruppo, rendendo evidente la domanda su quanto pesi ormai il sindaco rispetto ai partiti e alle sigle come elemento di coesione.
Per Sterlini, Colasanti, Mengaroni e Severoni, il nuovo gruppo deve servire a rilanciare l’azione amministrativa. Per il PD, invece, è il sintomo di una maggioranza che ha cambiato più volte pelle. Fratelli d’Italia invita tutti a guardare ai dossier ancora aperti.
Una cosa è certa: da oggi a Palazzo Spada c’è un nuovo gruppo e porta, ancora una volta, il nome di Stefano Bandecchi.



