30 Settembre 2026 ☀ 19°

Avvocati penalisti contro la cancellazione delle registrazioni a Perugia

Penalisti perugini denunciano la cancellazione delle registrazioni di colloqui tra carcerati e avvocati, temendo un grave affronto alla difesa.

Avvocati penalisti contro la cancellazione delle registrazioni a Perugia

Negli ultimi giorni è riacceso il dibattito sulla legittimità delle registrazioni effettuate nella casa circondariale di Perugia, dove i difensori hanno dialogato con i loro assistiti detenuti. Le intercettazioni, realizzate nell’ambito di un’indagine penale su una collega forense, sono state oggetto di richieste di distruzione da parte di alcuni organi dell’amministrazione carceraria.

La questione ha subito assunto una dimensione nazionale, coinvolgendo la Camera penale di Perugia e l’Unione nazionale delle Camere penali che hanno avviato una manifestazione a Perugia e una giornata di astensione per segnalare l’importanza del rispetto delle garanzie difensive.

L’appello dei penalisti perugini

Il presidente della Camera penale di Perugia, l’avvocato Luca Gentili ha dichiarato che le registrazioni costituiscono prove concrete del fatto e che la loro eliminazione sarebbe una violazione dei diritti degli assistiti. «Chiediamo che si mantenga un faro ben acceso su questa vicenda, che l’attenzione resti alta», ha affermato Gentili in una conferenza stampa, sottolineando che l’episodio non deve cadernel dimenticato.

Gentili ha inoltre ricordato la mobilitazione nazionale dell’Unione delle Camere penali, che ha organizzato una manifestazione a Perugia e ha annunciato un prossimo convegno per tenere alto il dibattito. La posizione dei penalisti è chiara: distruggere le intercettazioni significherebbe indebolire la capacità della difesa di dimostrare la propria innocenza e di garantire la trasparenza del procedimento.

Le osservazioni di Carlo Nordio sul sacrificio della legalità

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio ha risposto alle polemiche durante il question time, definendo la cancellazione delle registrazioni un potenziale sacrilegio. Secondo Nordio, il colloquio tra un indagato e il suo difensore ha un valore sacrale paragonabile a quello del confessionale, e la sua registrazione “colposa” sarebbe già di per sé un grave vizio morale; se volontaria, costituirebbe un vero e proprio sacrilegio.

Il ministro ha precisato che le intercettazioni erano autorizzate da magistrati nel corso di un procedimento penale che coinvolgeva una professionista forense. Sono state attivate quattro sale per i colloqui con i detenuti; poiché non era possibile individuare fin da subito la stanza utilizzata, le autorità hanno disposto la registrazione in tutte le sale, generando così un numero indefinito di registrazioni non previste dal mandato originale.

Conseguenze e prospettive future

Nordio ha avvertito che la distruzione immediata delle registrazioni sarebbe prematura poiché i materiali potrebbero ancora servire a valutazioni successive in altre sedi giudiziarie. Ha inoltre ribadito che l’illegalità non dovrebbe essere coperta, ma sanzionata, invitando le istituzioni a preservare il materiale per consentire un’eventuale chiarificazione del caso.

La prossima riunione dell’Unione nazionale delle Camere penali potrebbe dare ulteriori indicazioni su come tutelare le registrazioni e garantire che la “luce” su questa vicenda non si spenga.

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