6 Ottobre 2026 🌤 14° Allerta arancione · pioggia · fino 8 Ottobre 23:59

Assisi, rottamazione debiti: la replica di Eolo Cicogna al sindaco Stoppini

Eolo Cicogna, capogruppo della lista omonima, replica al sindaco Stoppini sulla mancata adesione alla rottamazione delle cartelle esattoriali. Scopri i punti della polemica

Assisi, rottamazione debiti: la replica di Eolo Cicogna al sindaco Stoppini

Ad Assisi si infiamma il dibattito sulla rottamazione delle cartelle esattoriali. Eolo Cicogna, capogruppo della lista “Eolo Cicogna Sindaco”, ha risposto punto per punto alle dichiarazioni del sindaco Valter Stoppini, criticando la decisione del Comune di non aderire alla misura agevolata.

La polemica ruota attorno alla definizione agevolata dei debiti uno strumento che avrebbe permesso ai cittadini di sanare le proprie posizioni debitorie senza il peso di sanzioni e interessi. Cicogna sostiene che la scelta del Comune sia stata dettata più da considerazioni tecniche che politiche, e che abbia trascurato le reali esigenze dei cittadini e delle imprese locali.

Le contraddizioni nella posizione del sindaco

Uno dei punti centrali della replica di Cicogna riguarda la contraddizione presente nella posizione del sindaco Stoppini. In un passaggio, il sindaco afferma che i crediti del Comune sono tutti esigibili mentre poche righe dopo li definisce “un credito già incerto”.

“Se un credito è incerto”, spiega Cicogna, “l’unico modo per trasformarlo in denaro vero è offrire al debitore un incentivo a pagare il capitale, subito, senza sanzioni e interessi. Aver rinunciato alla rottamazione significa tenersi un credito che il sindaco stesso definisce incerto, e sperare che per miracolo diventi esigibile è pura utopia.”

La diluizione degli incassi e il recupero coattivo

Il sindaco ha criticato la rottamazione sostenendo che diluirebbe l’incasso in nove anni. Cicogna ribatte che, se il credito è incerto, incassare il capitale certo in nove anni è infinitamente meglio che non incassare nulla. Inoltre, il recupero coattivo non garantisce incassi più rapidi, soprattutto sotto i 120.000 euro, dove l’agente della riscossione non può toccare gli immobili e deve accontentarsi di pignoramenti su conti correnti e stipendi, che producono recuperi parziali in tempi lunghissimi.

La rottamazione quater e la quinquies: un confronto sbagliato

Cicogna contesta anche il paragone tra la rottamazione quater e la quinquies. La rottamazione quater, infatti, riguardava i carichi affidati all’agente della riscossione fino al 30, mentre la quinquies, introdotta con l’articolo 10-quinquies del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, estende la definizione agevolata ai debiti verso i Comuni, tributari e non, risultanti dai carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31.

“Paragonare le due discipline per dire che la rottamazione non funziona significa non aver compreso a fondo la diversità della normativa”, afferma Cicogna. Inoltre, la rottamazione quinquies consente ai cittadini di sanare i debiti verso il Comune comprendendovi anche sanzioni amministrative, escludendo quelle per violazioni paesaggistiche rilevanti nel Comune di Assisi.

Le conseguenze per le imprese e i cittadini

Cicogna sottolinea come la mancata adesione alla rottamazione colpisca duramente le imprese e i cittadini di Assisi, in particolare quelle legate al turismo, che hanno subito gravi crisi negli ultimi anni a causa della pandemia e del caro energia. “Aderire alla rottamazione delle cartelle sarebbe stata una misura di sostegno all’economia reale della città”, afferma Cicogna. “Il sindaco la presenta come un regalo ai furbi: in realtà era una mano tesa a chi è stato travolto da circostanze che non ha scelto.”

Secondo Cicogna, la scelta del Comune di non aderire alla rottamazione ha preferito difendere un bilancio fatto di cifre astratte, piuttosto che sostenere le imprese e i cittadini di Assisi. “Rinunciandovi, l’Amministrazione ha scelto di difendere un bilancio fatto di cifre astratte, non le imprese e i cittadini di Assisi”, conclude Cicogna.

La questione dell’equità

Il sindaco ha invocato il principio di equità per giustificare la sua decisione, sostenendo che bisognava tutelare chi ha sempre pagato. Cicogna respinge questa impostazione, affermando che l’equità non significa pari trattamento, ma guardare alle situazioni concrete e trattare in modo diverso ciò che è diverso.

“Equità non significa pari trattamento”, spiega Cicogna. “L’equità è il criterio che impone di guardare le situazioni concrete, una per una, e di trattare in modo diverso ciò che è diverso. Chi ha potuto pagare e non ha pagato è una cosa; chi non ha potuto pagare perché gli incassi erano azzerati è un’altra.”

Una decisione politica, non tecnica

Cicogna critica anche il metodo seguito dall’Amministrazione, sostenendo che la decisione di aderire o meno alla rottamazione non è una scelta tecnica, ma politica. “Aderire o non aderire a una legge dello Stato non è una scelta tecnica: è una scelta politica”, afferma Cicogna. “Come si riscuote, con quali strumenti, in quali tempi, è materia da dirigenti. Ma decidere se i cittadini di Assisi possono o non possono rateizzare i loro debiti in 54 rate senza sanzioni e interessi è una decisione politica, che spettava al Consiglio comunale.”

Secondo Cicogna, la maggioranza ha scelto di non scegliere, delegando ai tecnici una decisione che avrebbe dovuto assumere politicamente. “È qui che emerge l’assenza della politica”, conclude Cicogna. “Un’amministrazione con una visione si sarebbe chiesta: quale città vogliamo? Una città che accompagna i suoi cittadini e le sue imprese fuori dal debito, o una città che li lascia affondare? La Giunta Stoppini non si è posta nemmeno la domanda.”

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Perugia adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 8 µg/m³
SOLE OGGI
↑ 07:12 · ↓ 18:45
Durata giorno 11h 33'
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 6 Ottobre