La regione Umbria si trova ad affrontare il dibattito sul nuovo Piano faunistico venatorio quinquennale 2026-31approvato con Dgr 347. In questo contesto ACR / Confavi Umbria ha trasmesso alla Regione un documento di osservazioni e proposte intitolato Umbria regione della corretta fruizione del territorioche contiene una serie di suggerimenti sul metodo di governance della gestione venatoria e sulla tutela del territorio comune.
Il compendio presentato dall’associazione non si limita a osservazioni puntuali: nella premessa gli autori spiegano la volontà di inserirsi in un dibattito complesso, sottolineando che spesso il merito e il metodo si intrecciano e originano interessi contrastanti. All’interno di questa cornice viene ribadita una critica precisa: «chi detta le regole quasi mai pratica la caccia», una frase che segna il tono della proposta e che invita a rivedere la composizione e le modalità decisionali legate alla materia venatoria.
Contenuti chiave del documento inviato alla Regione
ACR / Confavi Umbria articola il suo contributo intorno a elementi concreti e praticabili. Tra le richieste più ricorrenti c’è la necessità di una rifondazione della caccia che parta dal rispetto dei tempi e delle regole procedurali, con particolare attenzione al Calendario venatorio. Il documento propone, infatti, che le scelte normative siano accompagnate da atti e tempistiche chiare, così da evitare decisioni affrettate o poco partecipate.
Gestione responsabile e tutela del bene comune
Un caposaldo delle osservazioni è la proposta di un modo nuovo di gestione responsabile del territorio: la gestione venatoria è pensata non solo come attività di interesse specifico, ma come componente di una più ampia politica di tutela e valorizzazione del paesaggio umbro. Per ACR / Confavi il territorio è un bene collettivo che va correttamente tutelato e valorizzatoe le pratiche venatorie devono inserirsi in questo quadro più ampio, con regole che ne garantiscano la sostenibilità nel tempo.
Proposte operative e strumenti indicati dall’associazione
Nel testo sono elencati diversi strumenti attraverso cui ACR / Confavi auspica la collaborazione con la Regione per la redazione e l’attuazione del Piano faunistico. Pur evitando dettagli tecnici che qui non sono enunciati nella loro interezza, l’associazione insiste sulla necessità di processi consultivi effettivi, sul rispetto dei calendari e su misure coerenti con la conservazione della fauna e degli habitat. L’obiettivo dichiarato è che il Piano favorisca una corretta fruizione del territorio da parte di tutti gli utenti, non esclusivamente di chi pratica la caccia.
La proposta intende quindi conciliare il quadro legislativo, amministrativo e politico con le esigenze di chi pratica la caccia come stile di vita o attività ricreativa, superando quella che viene definita una «simulata incompatibilità» tra mondi diversi. In particolare, il documento chiede che i portatori di interesse venatorio siano effettivamente coinvolti nelle scelte, contribuendo con conoscenze pratiche al disegno delle regole.
Rilevanza del calendario venatorio
Tra gli aspetti pratici sottolineati, il Calendario venatorio è considerato fondamentale: per ACR / Confavi Umbria il rispetto di regole, tempi e procedure relative al calendario è il primo passo per una gestione trasparente e condivisa. La correttezza nella definizione dei periodi di caccia e delle deroghe è vista come una leva per ridurre conflitti e per aumentare la credibilità delle istituzioni che governano la materia.
Nel complesso il documento inviato alla Regione vuole essere uno strumento propositivo: non una denuncia generica, ma un elenco di proposte strutturate per accompagnare l’attuazione del Piano faunistico venatorio 2026-31 approvato con Dgr 347. L’intento è che queste osservazioni possano contribuire a una gestione più equilibrata e partecipata delle risorse faunistiche e territoriali dell’Umbria.
Resta centrale l’idea che la caccia, come attività regolamentata, possa convivere con obiettivi di tutela e fruizione pubblica: la sfida indicata da ACR / Confavi Umbria è trasformare questa visione in pratiche amministrative e normative concrete, verificabili nel percorso di attuazione del Piano regionale.


