Mentre l’estate 2026 si avvicina, il Lago Trasimeno torna al centro dell’attenzione politica e ambientale. Le condizioni idrometriche del lago, già critiche, richiedono interventi urgenti per garantire la navigabilità e la fruizione turistica durante la stagione estiva.
Il consigliere regionale Nilo Arcudi ha presentato un’interrogazione per fare chiarezza sulle scelte tecniche adottate per il dragaggio delle darsene di San Feliciano e Sant’Arcangelo, evidenziando la necessità di evitare sprechi di risorse pubbliche simili a quelli già verificatisi a Panicarola.
Le scelte tecniche per il dragaggio
Arcudi ha sottolineato l’importanza di utilizzare una draga aspirante per le operazioni esterne alle darsene, in quanto è l’unico strumento idoneo a garantire l’apertura dei canali anche in presenza di bassi fondali. Il capitolato d’oneri per l’appalto stabilisce infatti l’impiego della draga aspirante per l’aspirazione della melma e il suo sversamento tramite tubazioni galleggianti nelle vasche di decantazione.
Il precedente fallimentare di Panicarola
Il consigliere regionale ha ricordato il precedente intervento a Panicarola, tra il 2026 e il 2026, dove l’utilizzo di una bettolina al posto della draga ha comportato uno spreco di circa 400mila euro di fondi pubblici. Nonostante la pulizia interna con escavatori, l’imboccatura della darsena è rimasta ostruita, rendendo l’area inutilizzabile.
Le rassicurazioni dell’assessora Meloni
L’assessora Meloni ha rassicurato circa l’impiego di un mezzo anfibio più adeguato rispetto alle attuali condizioni idrometriche del lago. Il progetto posto a gara prevedeva l’utilizzo di mezzi escavatori all’interno delle tre darsene, mentre le modalità di scavo in acqua sarebbero state valutate in funzione della situazione idrica del lago al momento dell’avvio degli interventi.
Le soluzioni tecniche migliorative
Tenendo conto del persistere dei valori di basso livello del lago e del progressivo interramento delle tre darsene, l’assessora ha spiegato che il raggruppamento temporaneo di imprese ha proposto l’utilizzo di una draga dotata di disgregatore montata su un mezzo anfibio semovente. Questa scelta garantisce l’efficacia dell’intervento all’esterno delle darsene a parità di costi e con un miglioramento qualitativo dell’opera, scongiurando il ricorso a metodologie inadeguate.
Le tempistiche e le preoccupazioni
Sulle tempistiche, Meloni ha sottolineato che i lavori vengono seguiti settimana per settimana, ma dipendono anche dal tema dell’acqua. Le tradizionali draghe aspiranti richiedono un pescaggio minimo operativo di circa un metro e mezzo, e viste le attuali condizioni idriche del lago Trasimeno, il loro impiego sarebbe stato fallimentare. Ad oggi sono state completate tutte le attività propedeutiche in tutti i siti di intervento. Grazie a questo lavoro preventivo, entro la seconda quindicina di giugno avranno inizio i lavori effettivi di dragaggio, partendo dalla darsena di Sant’Arcangelo, più problematica anche per i pescatori, per poi proseguire progressivamente nelle altre.
Arcudi, in replica, ha espresso preoccupazione in merito alle tempistiche, dato che la stagione estiva è alle porte. Il lago ha il maggior flusso turistico nel periodo primaverile ed estivo, e la situazione attuale non è positiva. Iniziative che lasciano le isole per difficoltà logistiche, problemi significativi nelle darsene e l’invasione dei chironomidi stanno producendo risultati negativi. Con i dati turistici positivi in tutta l’Umbria, il lago è in arretramento e questo non è sostenibile. Dobbiamo consolidare e rendere più efficace l’impegno.


