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Donazione Digitale: come la telemedicina ridefinisce la donazione di sangue

L'ospedale Santa Maria di Terni partecipa al progetto nazionale Donazione Digitale, che introduce anamnesi informatizzata, televisita e telemonitoraggio per ottimizzare il percorso del donatore nel rispetto della normativa sulla privacy

Donazione Digitale: come la telemedicina ridefinisce la donazione di sangue

L’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni è tra i protagonisti del progetto nazionale Donazione Digitale, presentato nell’ambito delle attività scientifiche SIMTI 2026. L’iniziativa mira a integrare la telemedicina nelle fasi del percorso donazionale per migliorare efficienza, sicurezza e accessibilità del sistema trasfusionale, rispondendo anche alle criticità legate alla carenza di personale sanitario.

Un nuovo percorso per il donatore

Il progetto propone di ripensare l’intera esperienza del donatore attraverso la digitalizzazione delle attività chiave. Tra le soluzioni previste figurano l’anamnesi informatizzata con controlli automatici di congruenza e la possibilità di compilare questionari da remoto; la televisita con telemonitoraggio dei parametri vitali prima, durante e dopo la donazione; e l’integrazione dei dati nei sistemi gestionali trasfusionali, nel pieno rispetto della normativa GDPR. Queste misure vogliono diminuire i tempi di attesa e ridurre i cosiddetti “viaggi a vuoto” verso i centri di raccolta.

Strumenti digitali e vantaggi operativi

La digitalizzazione consente una preselezione più accurata e una gestione operativa più fluida: la precompilazione anamnestica riduce i tempi allo sportello e gli errori di trascrizione, mentre i controlli automatici segnalano incongruenze prima dell’appuntamento. In questo modo il personale sanitario può dedicare più tempo alle procedure cliniche e alla sicurezza del donatore, migliorando la produttività delle sedi di raccolta.

Qualità percepita e monitoraggio degli esiti

Un elemento centrale del progetto è la valutazione della qualità percepita e degli esiti di salute attraverso strumenti basati su PREMs e PROMs. I PREMs misurano l’esperienza e la soddisfazione del donatore, mentre i PROMs valutano gli esiti clinici e funzionali. L’uso sistematico di questi indicatori permette di raccogliere feedback utili a migliorare i processi e a garantire una maggiore sicurezza lungo l’intero percorso assistenziale.

Fidelizzazione e accessibilità

La digitalizzazione punta anche a consolidare la relazione con i donatori, con particolare attenzione ai più giovani. Strumenti digitali intuitivi, comunicazioni mirate e percorsi semplificati favoriscono il ritorno al dono e la costruzione di una base stabile di volontari. In parallelo, la possibilità di effettuare valutazioni e controlli a distanza rende il servizio più vicino a cittadini che vivono in aree periferiche o che hanno difficoltà di mobilità.

Scalabilità, sicurezza e prospettive tecnologiche

Il modello proposto è pensato per essere scalabile e replicabile in altre realtà sanitarie: le soluzioni tecnologiche possono essere adattate alle dimensioni dei centri trasfusionali e integrate nei sistemi regionali. Il progetto è allineato alle linee guida del Centro nazionale sangue sulla telemedicina e pone grande attenzione alla protezione dei dati personali prevista dal GDPR, con processi di gestione delle informazioni tracciabili e sicuri.

Intelligenza artificiale come prospettiva

Guardando al futuro, il documento considera l’integrazione di strumenti di intelligenza artificiale a supporto dei processi organizzativi e clinici. Le applicazioni possibili includono l’analisi predittiva della disponibilità di sangue, sistemi di supporto decisionale per la selezione dei donatori e l’automazione dei controlli di congruenza. Queste soluzioni, se implementate secondo criteri etici e normativi, potrebbero amplificare i benefici già ottenibili con la digitalizzazione.

Tra gli autori del progetto figura la dottoressa Marta Micheli, della Struttura Complessa di Immunoematologia e Trasfusionale dell’Azienda ospedaliera di Terni, che ha contribuito all’elaborazione delle linee tecniche e organizzative. Per la direzione aziendale la partecipazione all’iniziativa rappresenta «un impegno verso l’innovazione organizzativa e tecnologica» e una concreta strategia per «migliorare continuamente qualità, sicurezza e accessibilità dei percorsi assistenziali».

Complessivamente, Donazione Digitale propone un equilibrio tra innovazione e tutela clinica: un modello che ambisce a rendere il processo donazionale più efficiente e vicino al cittadino, pur mantenendo standard elevati di sicurezza e conformità normativa, e che può rappresentare una strada percorribile per l’evoluzione della medicina trasfusionale nel prossimo futuro.

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