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Regione Umbria: aree di accelerazione per gli impianto rinnovabili

La Regione Umbria ha adottato un piano che definisce zone di accelerazione per impianti rinnovabili, riducendo i tempi autorizzativi e indicando aree già compromesse come prioritarie per gli investimenti.

Regione Umbria: aree di accelerazione per gli impianto rinnovabili

La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore all’Ambiente e all’Energia Thomas De Luca, ha adottato il piano regionale di individuazione delle zone di accelerazione per gli impianti a fonti rinnovabili con la DGR n. 1211 del 28 ottobre 2026. Il provvedimento, che segue la pre-adozione indicata nella DGR n. 473/2026 e il positivo completamento della valutazione ambientale strategica (VAS), è stato trasmesso all’Assemblea legislativa di Perugia per l’approvazione definitiva. Questo strumento istituzionale è stato predisposto in conformità all’art. 12 del D.Lgs. n. 190/, che recepisce la direttiva europea RED III, e mira a snellire il quadro autorizzativo per gli interventi sostenibili sul territorio regionale.

Riduzione dei tempi e regole per l’autorizzazione

Il piano introduce regole operative concrete: per gli impianti soggetti ad Autorizzazione unica nelle zone identificate i termini procedimentali ordinari sono ridotti di un terzo, mentre i pareri paesaggistici mantengono carattere obbligatorio ma non vincolante. Questa misura significa che, se l’autorità competente non si esprime entro i termini stabiliti, l’amministrazione potrà procedere comunque al rilascio del titolo autorizzativo. Inoltre, per i progetti che ricadono nelle zone di accelerazione e che rispettano le prescrizioni della VAS, non si applicano le procedure ordinarie di VIA) ex Titolo III della parte seconda del D.Lgs. 152/2006, a condizione che i singoli interventi integrino le misure di mitigazione ambientale previste.

Impatto sugli investimenti e certezza del diritto

Queste novità intendono fornire alle imprese un quadro normativo più rapido e prevedibile, riducendo il rischio di contenziosi amministrativi e favorendo la pianificazione degli investimenti. L’assessore De Luca ha evidenziato come lo strumento punti a garantire tempi certi per gli investimenti e a favorire la riqualificazione di aree già compromesse, definendo le zone di accelerazione non come spazi in cui tutto è consentito, ma come porzioni del territorio individuate con rigore tecnico per minimizzare il consumo di suolo e tutelare il paesaggio.

Mappatura territoriale e tipologie di aree incluse

La selezione delle superfici idonee è basata su una ricognizione tecnica resa disponibile sulla piattaforma geografica regionale UmbriaGeo, consultabile da operatori e cittadini. Le aree che il piano considera prioritariamente includono il reticolo delle aree industriali, le cave dismesse, il sito di interesse nazionale (SIN) di Terni – Papigno e le coperture del patrimonio edilizio esistente. L’obiettivo è concentrare gli impianti dove l’impatto ambientale può essere contenuto e dove è possibile ottenere sinergie con processi di recupero o riuso di superfici già antropizzate.

Il piano subordina le semplificazioni amministrative all’osservanza di specifiche misure di mitigazione ambientale ed ecologica individuate nella VAS: in altre parole, le agevolazioni procedurali si applicano solo se i progetti recepiscono e rispettano le prescrizioni tecniche volte a preservare ecosistemi e valore paesaggistico. Secondo De Luca, questa impostazione dimostra che rinnovabili e paesaggio possono coesistere e che l’approccio umbro alla transizione energetica punta a diventare «un nuovo paradigma» se accompagnato da collaborazione tra istituzioni, imprese e territorio.

Il passaggio successivo vede il documento esaminato dall’Assemblea legislativa a Perugia: l’approvazione definitiva deciderà l’entrata in vigore operativa del piano e l’effettiva applicazione delle norme di semplificazione. L’amministrazione regionale ha ringraziato in modo specifico il servizio transizione energetica e sviluppo sostenibile per il lavoro tecnico-amministrativo svolto nell’elaborazione del piano, che ha permesso tempi rapidi e una ricognizione puntuale del territorio. In chiave pratica, l’adozione del piano rappresenta un passo formale e concreto verso l’attuazione degli obiettivi del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC), rafforzando la capacità della Regione di attrarre investimenti nelle energie pulite rispettando vincoli ambientali.

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