L’Assisi medievale, culla del Spirito di Assisi, è di nuovo al centro della scena mondiale. Questo fine settimana la città accoglie l’incontro internazionale intitolato “Pace disarmata e disarmante”, che segna il quarantesimo anniversario dell’iniziativa interreligiosa promossa da Giovanni Paolo II. L’evento riunisce leader religiosi, rappresentanti istituzionali e attivisti da tutti i continenti, tutti impegnati a ribadire che la violenza non può essere giustificata in nome di alcuna fede.
Le parole di Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria
Nel discorso di apertura, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha descritto lo Spirito di Assisi come una “pianticella della pace disarmata e disarmante”, un concetto che richiama la figura di San Francesco, “disarmato e disarmante”. Proietti ha sottolineato come le radici di questo seme siano ancorate ai cuori di uomini e donne di buona volontà, ma che necessitino di cure costanti per crescere rigogliose. Ha evidenziato il ruolo della Comunità di Sant’Egidio, che da decenni coltiva quel seme, trasformandolo in una luce di speranza per un mondo sempre più avvolto dalle tenebre dell’indifferenza.
Una chiamata alla non violenza contro le nuove minacce
Proiettando la sua analisi sul presente, la presidente ha ricordato come le guerre attuali si sovrappongano a zone ricche di risorse petrolifere e a percorsi migratori, creando focolai che rischiano di innescare una terza guerra mondiale. Ha chiesto che lo Spirito di Assisi diventi la “pioggia leggera” che spegne questi incendi, la “brezza” di una rivoluzione culturale non violenta soprattutto tra i giovani, invitando ciascuno a diventare “una goccia” di pace.
Il messaggio di Sergio Mattarella, presidente della Repubblica
Nel suo saluto alla Comunità di Sant’Egidio, il presidente Sergio Mattarella ha richiamato l’evento del 1986, definendolo “profetico” e ribadendo che non si può uccidere, sfruttare o sottomettere il nome di Dio. Mattarella ha lodato l’impegno della Comunità nel mantenere vivo lo Spirito di Assisi, soprattutto quando guerre, disuguaglianze e ambizioni di potere gravano sul destino dell’umanità. Ha evidenziato che la forza delle religioni, alimentata dal coraggio delle fedi, può trasformarsi in un vero motore di dialogo e solidarietà.
Responsabilità condivisa di governi e cittadini
Il capo dello Stato ha rimarcato che l’inerzia è inaccettabile: conflitti, povertà e soprusi sono il risultato di scelte umane. Ha quindi invitato governi e istituzioni a “gettare i semi della pace”, ma ha anche sottolineato che ogni individuo, donna o uomo, ha il dovere di contribuire con la propria passione e responsabilità. In questo modo, la speranza è che il “vento leggero” dello Spirito di Assisi possa trasformarsi in un’azione concreta capace di costruire un mondo più giusto.



